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  • La Dottoressa Lisa Beaven (Courtesy of Lisa Beaven)
Una nuova mostra alla National Gallery of Victoria di Melbourne interroga la storia e l'arte per rispondere ad un dilemma che accompagna l'uomo dalla notte dei tempi.
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Francesca Valdinoci

13 Apr 2017 - 11:20 AM  UPDATED 14 Apr 2017 - 6:36 AM

Sull'amore si sono scritte migliaia di poesie e canzoni. Eppure alla domanda: "Che cos'è l'amore?" non esistono due risposte uguali oppure una definitiva che metta tutti d'accordo; neppure le interpretazioni della scienza sono state univoche.

Un dilemma che ci portiamo avanti dalla notte dei tempi e al quale oggi molti uomini e donne cercano risposta in rete: sempre ai primi posti tra le domande che gli utenti pongono a Google troviamo "Che cos'è l'amore?" e Google risponde offrendo oltre 480.000.000 di spunti di riflessione.

La National Gallery Of Victoria di Melbourne invece lancia una sfida in controtendenza: cercare la risposta all'amletica domanda nella storia, ovvero negli oggetti e nelle rappresentazioni che artigiani e artisti ne hanno fatto dal Medioevo all'Ottocento.

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La mostra Love: The Art of Emotions espone circa 200 oggetti dalla collezione permanente del museo, pensati secondo un percorso che si sviluppa seguendo i tre momenti dell'amore: l'infatuazione, la realizzazione e il ricordo dell'Amore.

Noi siamo andati a visitare la mostra e nelle sale del museo abbiamo incontrato la Professoressa Lisa Beaven della University of Melbourne che ci ha accompagnato a scoprire alcuni dei capolavori esposti.

Il progetto è stato realizzato dal museo in collaborazione con la University of Melbourne e l'Australian Research Council Centre of Excellence for the History of Emotions con la curatela della Dott.ssa Angela Hesson.

Sarà possibile visitare gratuitamente Love: The Art of Emotions fino al 18 giugno ogni giorno dalle 10:00 am alle 5:00 pm. In occasione della mostra è stato organizzato un fitto calendario di eventi: masterclass, perfomances e programmi educativi. Per i dettagli potete visitare il sito della NGV e del Centro di Ricerca per la Storia delle Emozioni.