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Australia terra di piccoli wallabies e... canguri giganti!

Banded hare-wallaby (Lagostrophus fasciatus), WA Source: Wikimedia

Sapevate che fino a 40 mila anni fa l'Australia era popolata da canguri alti 4 metri e del peso di 250 kg?

Sapevate che fino a 40 mila anni fa l'Australia era popolata da canguri alti 4 metri e del peso di 250 kg?
Questi enormi marsupiali facevano parte della cosiddetta 'megafauna', ovvero specie animali con una massa corporea del 30% superiore a quelle oggi esistenti. 

Una scoperta scientifica appena pubblicata da una studiosa italiana della Queensland University of Technology, la biologa molecolare Manuela Cascini, traccia una linea tra il passato e il presente evolutivo della fauna del continente rosso proprio guardando al suo animale simbolo: il canguro.

Come ha raccontato ai nostri microfoni, Manuela ha analizzato le relazioni evolutive e genetiche tra i canguri di oggi e quelli esistenti migliaia di anni fa ed ormai estinti. I 'canguri giganti' anche conosciuti come Procoptodon si sono estinti 40 mila anni fa.

Tra le scoperte messe in luce da questa ricerca, Manuela ha scoperto che il parente più prossimo di questi canguri giganti è il lagostrophus fasciatus, o canguro striatoun piccolo wallaby che vive oggi su alcune isole a largo del WA. Una specie in via di estinzione.

Lagostrophus fasciatus
Lagostrophus fasciatus
Wikimedia

Una delle circostanze eccezionali di questa ricerca è stata la possibilità di aver potuto condurre le analisi scientifiche utilizzando DNA di fossili vissuti migliaia di anni fa, che in sé sono molto difficili da reperire. Il DNA infatti decade nel tempo e anche a causa di condizioni climatiche estreme come il caldo o il freddo, per questo é molto difficile da reperire soprattutto in Australia.

Il campione di DNA utilizzato da Manuela viene dalla Tasmania, i ricercatori dell'Australian Centre for Ancient DNA di Adelaide che hanno co-curato lo studio, hanno utilizzato un piccolo ossicino dell’orecchio interno. 

Lo scopo di questa ricerca oltre a fare luce sul fenomeno o i fenomeni che hanno portato all’estinzione la megafauna e quindi chiarire passi della storia evolutiva del continente, ha anche uno scopo molto attuale. I dati raccolti saranno infatti utilizzati per sviluppare piani di conservazione per proteggere il piccolo wallaby del WA dall'estinzione. “Se si riesce a capire la storia evolutiva, si capiscono le problematiche che gli animali possono incontrare, si capisce come impedirle nel futuro" ha spiegato Manuela.

Simosthenurus (canguro gigante estinto)
Simosthenurus (canguro gigante estinto), by Joseph Burgess
Courtesy of Emanuela Cascini

Ad esempio, uno dei fattori che ha messo più in pericolo la fauna nativa è stata l’introduzione di animali non autoctoni. Tra questi in particolare il gatto e la volpe sono stati i principali responsabili della morte di molte specie. I marsupiali, che invece sono specie arboricole e quindi meno adattate a muoversi e procacciare cibo sulla terra, sono diventate nel tempo facili prede degli animali che gli europei hanno introdotto nel continente. 

Oltre a costituire un concorrente nel procacciare cibo più abile, queste specie sono temibili predatori di alcune specie marsupiali.

Secondo quanto riportato dal WWF, oltre metà degli animali selvatici nel mondo si è estinta negli ultimi 50 anni. I dati della ricerca Living Planet Report, indirizzata ai governi di tutto il mondo per stabilire nuovi obiettivi in funzione di uno sviluppo sostenibile del pianeta, non lascia presagire nulla di buono.

Per l'esattezza tra il 1970 e il 2014 è scomparso il 60% degli animali selvatici e questo a causa principalmente di attività umane. Tra le specie più in pericolo compare anche il koala. ‘In Australia c’è la più alta concentrazione di mammiferi in via di estinzione' ha confermato Manuela.

Protemnodon (wallaby gigante estinto) by Joseph Burgess
Protemnodon (wallaby gigante estinto) by Joseph Burgess
Courtesy of Manuela Cascini

In Italia, la ricercatrice italiana studiava un’altra specie animale in pericolo, quella dei lupi, con uno studio che si basava sulla genetica per capire il fenomeno di ibridazione tra lupo e cane. Dunque una ricerca, quella di Manuela, dedicata alla protezione delle specie in via di estinzione. 

"I marsupiali australiani sono una fauna molto speciale, che vive solo qui in Australia. Questo li rende ancora più interessanti e meritevoli di salvaguardia", ha concluso la ricercatrice.

 

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