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Canguri: una 'strage segreta' denunciata dalla Lega Italiana Anti Vivisezione

Animal welfare groups in Italy are calling for a ban on kangaroo imports from Australia Source: PAP

L'Italia è il principale importatore di pelli di canguro in Europa ma, nonostante la caccia al canguro sia regolata dalla legge in Australia, secondo LAV si tratta di una pratica non più sostenibile. Dal 2000 al 2018 sono stati uccisi in Australia oltre 44 milioni di canguri.

L’Italia è il principale importatore di pelli di canguro in Europa; le pelli vengono lavorate nelle concerie del bel Paese e poi vendute ad aziende locali e internazionali per produrre abbigliamento sportivo, principalmente scarpini da calcio e tute motociclistiche, ma anche calzature, borse e accessori destinati all’alta moda.

Dal 2000 al 2018 sono stati uccisi oltre 44 milioni di canguri, con una media annua di 2.324.711 animali, che vengono in larga parte destinati al mercato estero.

La Lega Anti Vivisezione (LAV), una delle più importanti associazioni animaliste italiane, ha pubblicato un rapporto dal titolo “COMPLICI DEL PIÙ GRANDE E CRUENTO MASSACRO DI ANIMALI SELVATICI DEL PIANETA, Rapporto LAV sulla strage ‘segreta’ dei canguri in Australia” curato da Simone Pavesi, responsabile area moda animal-free in collaborazione con alcune associazioni australiane.

“Il fatto che ne siamo complici sta ad indicare il fatto che pur essendo un fatto molto lontano geograficamente dall’Italia, il nostro Paese è di fatto coinvolto nella più grande mattanza di animali selvatici al mondo con l’uccisione di oltre 2 milioni di animali ogni anno”, ha spiegato Pavesi a SBS Italian.

Per spiegare l’estensione del fenomeno, il rapporto ha messo a confronto i dati raccolti sull’uccisione dei canguri a scopo commerciale con quelli relativi alla caccia alla foca in Groenlandia più nota all’opinione pubblica.

“In dieci anni, tra il 1996 e il 2006, sono state uccise circa 2.649.317 foche, quindi circa 200/300 mila esemplari all’anno, ovvero lo stesso numero di canguri che viene ucciso ogni singolo anno; quindi nel caso dei canguri si tratta di una mattanza dieci volte superiore in termini numerici”.

Un aspetto significativo riguarda la nascita di quest’industria, che ha subito un’accelerazione a partire dagli anni 2000 ma che ha avuto iniziato con la colonizzazione europea dell’Australia e con l’introduzione di greggi di pecore che dal ‘900 hanno dato vita alla più importante industria laniera mondiale (in Australia oggi sono presenti più di 100 milioni di pecore).

“I canguri hanno vissuto in perfetto equilibrio ecologico nel continente australiano senza alcun problema di convivenza con le altre specie per millenni. Il problema del canguro è che purtroppo, suo malgrado, è un erbivoro e nel momento in cui in Australia è stata avviata l’industria della lana il canguro ha cominciato ad essere visto come un antagonista in quanto ‘concorrente’ degli animali di allevamento per il consumo dei pascoli”.

Il canguro, l’icona di un intero continente, è stato di conseguenza classificato come “pest”, ovvero animale infestante, e di conseguenza è stata avviata un’industria che si è concentrata prima sulla trasformazione delle carni in cibo per animali, in seguito introdotte anche per il consumo umano, e poi sulla lavorazione di pelli e pellicce.

Ma il rapporto curato da LAV mette in discussione il principio che il canguro sia un animale infestante e che esista di fatto un problema di sovrappopolazione di questo animale che, se non controllata, rischia di distruggere l’intero ecosistema australiano come sostengono le autorità australiane e i rappresentanti dell’industria.

Secondo Pavesi, “I problemi di inaridimento e di atrofizzazione del territorio non sono dovuti ai canguri, casomai alla presenza di oltre 150 milioni di pecore e altri animali di allevamento che sono stati introdotti”.

Sei sotto-specie possono essere cacciate in Australia a scopo commerciale — il Canguro Grigio Occidentale, il Canguro Grigio Orientale, il Canguro Rosso, il Wallaroo Comune, il Wallaby di Bennet e il Pademelon della Tasmania — e l’industria viene regolata dal ‘Code of Practice for the Humane Shooting of Kangaroos and Wallabies’ che norma quanti e quali esemplari possono essere uccisi per evitare di danneggiare la popolazione animale e rendere meno cruento l’atto.

“La metodologia di conteggio di questi animali, fondamentale per determinare se questi animali sono infestanti, non è credibile”, spiega Pavesi.

“Il monitoraggio delle popolazioni viene fatto di giorno — mentre i canguri si nutrono principalmente di notte e quindi sono più attivi e mobili di notte — e viene fatto dagli aerei su determinate zone e poi attraverso calcoli, che le autorità non ci hanno saputo ben spiegare, vengono estesi al resto del territorio”.

Inoltre secondo le indagini condotte da LAV la caccia, seppur regolata sulla carta, di fatto non è monitorata.

“Secondo il codice il canguro dovrebbe essere ucciso con un colpo al cervello per evitare che soffra ma la caccia avviene di notte, con fucili a distanza di anche 100 metri, quindi è praticamente impossibile che sia sempre rispettata questa norma", ha soiegato Pavesi. 

Molti animali muoiono di una morte cruenta o riportano ferite gravi. Poi c’è da dire che questa pratica non permette di verificare quando si tratta di canguri femmina, se ci sono dei piccoli nel marsupio o nei paraggi”.

Si tratta di “stragi lente e dolorose, con un numero impressionante di vittime ‘collaterali’, cuccioli dipendenti dalle madri, deambulanti o ancora nel marsupio, animali feriti, o fuggiti in preda al panico, tutti condannati a una lenta agonia”, si legge nel rapporto.

Di fatto quindi i numeri della mattanza dei canguri potrebbero essere di molto superiori a quelli riportati dalle autorità.

Red-necked / Bennett's Wallaby - adult standing (Macropus rufogriseus rufogriseus) Red-necked / Bennett's Wallaby - adult standing (Macropus rufogriseus rufogriseus)
Red-necked / Bennett's Wallaby - adult standing (Macropus rufogriseus rufogriseus)
AAP/Mary Evans/Ardea/Steffen & Alexandra Sailer

“Le associazioni australiane come Kangaroo Alive con cui abbiamo lavorato, si stanno impegnando per far emergere tutte queste criticità sulla sostenibilità della caccia per far comprendere alle autorità locali che è assolutamente nell’interesse dell’Australia salvaguardare i canguri e tutelarli”.

La campagna #SALVACANGURI promossa da LAV per sensibilizzare l’industria sportiva e la moda rispetto all’utilizzo delle pelli di canguro ha già ottenuto diversi successi: molti supermercati hanno bandito la carne di canguro dai loro scaffali e importanti brand sportivi e case di moda hanno rinunciato all’utilizzo delle pelli nei loro prodotti.

“Ci sono alternative sintetiche che possono essere utilizzate quindi non ci sono scuse per continuare ad utilizzare la pelle di canguro”.

LAV ha anche presentato una proposta di legge per divieto di importazione di canguro in Italia, un’iniziativa che altre associazioni partner in Europa stanno portando avanti nei propri Paesi.

Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti. L'elenco completo delle misure restrittive è disponibile qui: https://www.dhhs.vic.gov.au/stage-4-restrictions-covid-19

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