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Da Bondi a 'BonDai', un viaggio al sapore di luppolo

Luca Della Torre e Arianna Matiz nella taproom del Birrificio BonDai, 2020. Source: Courtesy of Luca della Torre

Il nome del birrificio BonDai nasce dall’errata trascrizione del nome del quartiere di Sydney, Bondi. Ma per Luca Della Torre e Arianna Matiz che hanno aperto la piccola impresa familiare, rappresenta il connubio perfetto tra l'Australia e l'Italia per una curiosa "coincidenza dialettale".

Cosa ha in comune il piccolo paesino di Sutrio, alle pendici delle Alpi Carniche, con la cosmopolita Sydney, affacciata sul Mar di Tasman?

Fino a febbraio 2020 forse nulla, ma poi Luca Della Torre e Arianna Matiz hanno aperto un birrificio artigianale che deve il suo nome all’iconico quartiere costiero della capitale del NSW, Bondi. 

Il Birrificio BonDai, seppur scritto come si leggerebbe 'all’italiana', è un tributo all'Australia dove la coppia trascorre un anno nel 2006.

“Abbiamo vissuto per un anno a Bondi Beach e ci siamo totalmente appassionati alla birra", racconta Luca, "Prima di partire abbiamo scoperto che si poteva acquistare un kit per farla in casa allora lo abbiamo comprato e spedito in Italia”.

Luca Della Torre e Arianna Matiz al Uluru-Kata Tjuta National Park nel 2006
Luca Della Torre e Arianna Matiz all'Uluru-Kata Tjuta National Park nel 2006
Courtesy of Luca della Torre

“Luca ha cominciato a fare i primi esperimenti con la birra nel 2007, poi si è evoluto negli anni e quando ha compiuto 40 anni- molto prima che si concretizzasse il progetto del birrificio- ho voluto regalargli un logo per quando faceva concorsi di home brewing”, racconta Arianna, “Mi sono trovata con questo amico grafico e mentre gli raccontavo della nostra passione per la birra inevitabilmente è saltata fuori l’Australia e il nostro anno vissuto a Bondi, ma lui ha scritto il nome del quartiere "all'italiana" con la 'a'".

In dialetto friulano ‘bon dai’ è un intercalare molto utilizzato a livello colloquiale e significa ‘va bene, tutto a posto’

In dialetto friulano ‘bon dai’ è un intercalare molto utilizzato a livello colloquiale e significa ‘va bene, tutto a posto’. Ai due il gioco di parole è sembrato un segno del destino, un modo per fondere due realtà lontanissime ma altrettanto significative: “L’Australia, che ci è rimasta nel cuore, e il territorio nel quale abbiamo deciso di vivere con i nostri figli oggi".

Birrificio BonDai
Il Birrificio BonDai friulano, nato a febbraio 2020, è già stato scelto tra i migliori birrifici d'Italia 2021 secondo Slow Food.
Courtesy of Luca della Torre

La coppia arriva in Australia spinta dal desiderio di Arianna di studiare l’inglese 'sul campo' in un posto lontano e dal quale sarebbe stato difficile tornare indietro alla prima difficoltà.

L'avventura australiana è stata per lei: "Un'occasione per di ampliare la nostra cultura, la nostra conoscenza e aprirci al diverso", come anche si percepisce dai ricordi di Luca: “Abbiamo vissuto un anno spensierato fatto di incontri, di scoperte di culture nuove... L'Australia ci ha regalato una grande apertura mentale”. 

L'Australia ci ha regalato una grande apertura mentale

La coppia arriva in Australia come fanno molti giovani connazionali grazie ad visto temporaneo vacanza lavoro. Oltre a lavorare per alcuni mesi in un ristorante italiano di Bondi, che per i due diventa "una sorta di seconda famiglia", Luca e Arianna visitano la costa sud-est, fatta di surf e barbeque, attraversano il deserto con i suoi colori bruciati, viaggiano in Nuova Zelanda e in Asia.

Paesaggi diametralmente opposti a quelli che osservano oggi dalla finestra della loro casa in Friuli che guarda le Alpi.

La produzione del birrificio parte a febbraio, nel giorno di S.Valentino, quando ancora non si sospetta la gravità della pandemia in Italia. In poche settimane però la situazione precipita e il tanto atteso sogno dell’apertura al pubblico viene bruscamente interrotto.

Arianna e Luca non si fanno scoraggiare: grazie ad alcune campagne di promozione online cominciano a consegnare le birre a domicilio nei paesi vicini e pian piano l'azienda decolla.

“Abbiamo consegnato birre dove non saremmo mai arrivati se non ci fosse stata la pandemia, abbiamo coperto tutto il Friuli, arrivando a zone che se avessimo aperto la birreria avremmo raggiunto solo in molto tempo quindi siamo molto orgogliosi e soddisfatti dei risultati”, dice Luca.

I due hanno saputo trasformare una difficoltà in una opportunità, un atteggiamento che è stato premiato: “Tra le varie consegne dell’epoca, siamo stati anche contattati dal responsabile regionale di Slow Food [la casa editrice di una delle associazioni enogastroniche più conosciute e rispettate in Italia] che si occupa di scegliere i migliori birrifici d’Italia per la guida”, racconta Luca, “Sono stati molto colpiti dalle nostre birre ma il tempo era tirato, perché la guida sarebbe andata in stampa in aprile. Hanno avuto coraggio e si sono presi il rischio di inserirci altrimenti avremmo dovuto aspettare due anni per un’altra occasione”.

In soli tre mesi, BonDai è entrata nell'elenco dei migliori birrifici artigianali d'Italia ma Luca e Arianna continuano a guardare in direzione Australia: da qualche tempo proprio a Bondi è nato un nuovo birrificio, The Bondi Brewing Co. "Chissà che un giorno non nasca una collaborazione, per riuscire tornare da quelle parti", dicono i due con il sorriso negli occhi. 

 

Ascolta la storia di Luca e Arianna:

Da Bondi a 'BonDai', un viaggio al sapore di luppolo
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