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Essere in Australia con un visto temporaneo ai tempi del coronavirus

Acting Federal Minister for Immigration Alan Tudge Source: AAP Image/Joel Carrett

All’alba dello scorso 4 aprile un comunicato stampa firmato dal ministro Alan Tudge ha chiarito i dubbi sul destino degli immigrati con visti temporanei in Australia in tempi di coronavirus.

Sulla scia delle dichiarazioni del primo ministro Scott Morrison, che invitava caldamente i possessori di visti temporanei non in grado di sostenersi economicamente nei prossimi sei mesi a tornare a casa il prima possibile, anche Tudge, ministro ad interim di immigrazione, cittadinanza e affari multiculturali, ha ribadito che proteggere i cittadini australiani e coloro che hanno con visto permanente è la prerogativa numero uno del governo.

Che cosa ne sarà allora degli oltre due milioni di persone in possesso di visti temporanei? Parliamo di studenti, turisti o possessori di Working Holiday Visa, tra gli altri.

Il ministro Tudge ha però annunciato un’apertura anche anche ad alcune di queste categorie, come abbiamo discusso con Emanuela Canini, agente di immigrazione.

Quali sono i principali cambiamenti che riguardano gli studenti internazionali?

Sono più di 560mila in questo momento nel paese e coprono 240 mila posti di lavoro.

I titolari di visto per studenti che lavorano in supermercati idonei, al momento possono lavorare a tempo pieno. A partire dal 1° maggio però vedranno nuovamente ridotto l’orario di lavoro alle tradizionali 20 ore settimanali.

Coloro invece che si occupano della cura degli anziani o sono infermieri continueranno a poter lavorare a pieno ritmo, quindi ben più delle 40 ore ogni due settimane tradizionalmente imposte come limite ai possessori di un visto studente.

Il governo ha annunciato "flessibilità", ovvero non avverrà la cancellazione del visto, nei casi in cui gli studenti non potessero soddisfare le condizioni del visto, come ad esempio non poter frequentare le lezioni.

Per quanto riguarda invece la possibilità di accedere ad aiuti economici o sussidi come Jobkeeper, al momento non ci sono novità. Secondo le regole del visto di cui sono in possesso gli studenti internazionali è previsto che nei primi 12 mesi siano in grado di sostenersi con i propri fondi. A questo proposito il Primo Ministro Scott Morrison è stato molto chiaro quando negli scorsi giorni, quando ha detto che gli studenti internazionali che non riescono a mantenersi dovrebbero lasciare il paese. Gli studenti che invece si trovano in Australia da più di 12 mesi e sono in difficoltà finanziarie, potranno accedere alla loro superannuation. 

Che cosa succederà a coloro che si trovano down under con il Working Holiday Visa?

Sono circa 118mila in Australia i backpackers e per loro "è prevista una certa flessibilità al fine di supportare i settori critici della sanità, dell'assistenza agli anziani e ai disabili, dell'agricoltura e del settore alimentare e dell'assistenza all'infanzia", spiega l’agente d’immigrazione Emanuela Canini.

In particolare coloro che lavorano in questi settori saranno esenti dalla limitazione del lavoro di sei mesi con un unico datore di lavoro, ma allo stesso tempo non potranno rinnovare il loro visto grazie all’impiego in questi settori. Per l’ottenimento del secondo o del terzo Working Holiday Visa infatti, resta sempre necessario aver svolto e terminato il lavoro nelle aree regionali, che sebbene includa un impiego nel settore dell'agricoltura, è necessario accertarsi che sia tra quelli idonei come riportato sul sito dell'immigrazione australiana.

Chi infine pensa di non potersi mantenere a livello economico nei prossimi sei mesi, dovrebbe cominciare a organizzarsi per lasciare il Paese, suggerisce ancora Emanuela Canini, dato che non riceverà alcun sussidio né accesso alla propria superannuation.

Chi ha un visto professionale ma temporaneo?

Le persone che rientrano in questa categoria sono 139mila e parliamo di lavoratori sponsorizzati con visti 457 e 482. Dato che il governo ritiene che dopo la crisi potrebbe esserci ancora una carenza di questi lavoratori, coloro che sono stati messi da parte e al momento non ricevono nessun salario ma il loro contratto di lavoro è ancora in vigore, saranno in grado di mantenere il visto e tornare al lavoro quando possibile e, se necessario, saranno in grado di rinnovare il visto secondo la normale procedura.

Queste persone potranno accedere alla loro superannuation fino a $10.000, ma al momento non è previsto alcun sussidio da parte del Governo.

Se lo sponsor decide di ridurre le ore di lavoro rispetto al contratto full-time inizialmente pattuito, in quanto la mole di lavoro è stata ridotta, queste persone non saranno soggette alla cancellazione del visto. Rimane però al momento un punto interrogativo se questo lavoro part-time potrà conseguentemente essere calcolato per la residenza permanente.

Coloro che invece sono stati licenziati dovranno trovare un nuovo sponsor entro 60 giorni o sono invitati a lasciare l'Australia.

Ci sono inoltre altri 185.000 titolari di visto temporaneo in Australia di vario genere, di cui circa la metà hanno il visto post-studio 485. Anche queste persone saranno in grado di accedere alla loro superannuation australiana se necessario.

Il nuovo visto Temporary Activity 408, a chi si rivolge?

Il visto 408 include diverse opzioni. Copre i casi di lavoro temporaneo o di partecipazioni ad eventi che vanno dallo sport alla cultura, ma anche di coloro che offrono prestazioni lavorative in campo religioso e dei collaboratori domestici dei diplomatici.

Lo scopo di questa ulteriore opzione di visto è quello di fornire un percorso per alcuni ex o attuali titolari di visti temporanei, allo scadere o già scaduti, per rimanere legalmente in Australia. Queste persone sarebbero altrimenti tenute a lasciare il Paese ma, a causa dello scoppio della pandemia del coronavirus, non sono al momento in grado di partire.

L’opzione limita il gruppo di persone a cui può essere concesso il visto a: coloro che sono in possesso di un visto che scade tra meno di 28 giorni ; coloro a cui il visto è scaduto ma da non più di 28 giorni; coloro che non sono in grado di rinnovare lo stesso visto temporaneo in loro possesso o richiedere qualsiasi altro visto temporaneo.

Si tratta di un visto di emergenza.

Lo scopo del visto 408 è anche quello di rispondere alle carenze di manodopera durante la pandemia in aree che includono l'agricoltura, l'assistenza agli anziani e la salute pubblica, ma non solo. Quindi si applica a chi è già impiegato in questi settori o è in possesso delle competenze per svolgere lavori critici relativi alla fornitura di beni e servizi essenziali direttamente correlati alle necessità della pandemia.

A questo proposito sono ancora tanti i dubbi che rimangono ed i chiarimenti necessari. Che cosa vuol dire ad esempio servizi “direttamente correlati alla pandemia”? Quali i lavori nello specifico che possono essere considerati validi? E poi, per chi non è già impiegato in uno di questi settori, ci sarà bisogno di un’offerta di lavoro?

"Non lo sappiamo ancora" spiega Emanuela Canini, "sicuramente è stato già detto che non c’è bisogno di essere sponsorizzati e quindi il datore di lavoro non viene coinvolto affatto nella procedura. Un altro dettaglio di cui non siamo ancora a conoscenza è quanto dura questo visto, sappiamo però che sarà gratuito richiederlo."

Seguiranno aggiornamenti e chiarimenti nelle prossime settimane. Nel frattempo chi avesse domande da rivolgere all'agente di immigrazione Emanuela Canini puo' farlo scrivendoci a italian@sbs.com.au oppure inviandoci un messaggio sulla nostra pagina Facebook.

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