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"La mia speranza è che un giorno mia mamma possa tornare da me"

Source: Navya Dorigatti

Navya Dorigazzi è nata nel Kerala, in India, e all’età di due anni è stata adottata da una famiglia in Italia. La sua ricerca della madre biologica l’ha portata a lanciare un appello online e a guardare all’Australia.

Dopo 34 anni trascorsi in Italia e la nascita di due figlie, Navya Dorigatti ha deciso di intensificare le sue ricerche per ritrovare la madre biologica, con la speranza di vederla almeno una volta.

Navya è nata a Calicut nello stato meridionale del Kerala, nel 1984. Sua madre, una donna cristiana di nome Sofia, la lasciò in orfanotrofio, da dove venne poi adottata da una coppia italiana di Trento all’età di due anni.

“Non ho mai avuto particolari problemi a crescere in Italia, anche se la differenza del colore della pelle si faceva sentire”, ha raccontato Navya a SBS Italian.

Navya da piccola.
Navya da piccola.
Navya Dorigazzi

La sua ricerca della madre naturale incomincia molto presto. “All’età di undici anni ho scritto all’orfanotrofio per avere informazioni, ma non mi hanno risposto per proteggere la privacy di mia madre”.

Ma la mancanza di notizie non ha fermato Navya, e la nascita alcuni anni fa delle sue due figlie l’ha spinta ancora di più alla ricerca della madre.

Il suo appello online è stato condiviso da molti gruppi online sui social media e riportato in Australia anche da SBS Malayalam.

La ricerca in India

Desiderando scoprire il suo passato e quello della madre, Navya l’anno scorso ha viaggiato da sola in India a caccia di indizi.

La ricerca non ha avuto successo, ma le ha fatto capire che limitarla alla sola India sarebbe stato un errore.

“Parlando con diverse persone, ho capito che mia madre avrebbe potuto emigrare in altri paesi dell’ex Commonwealth, tra cui l’Australia”, ha dichiarato Navya.

Il suo nome nella lingua Malayalam del Kerala significa “novella”, e il desiderio di ricevere una buona novella dalla sua ricerca l’ha convinta ad estenderla ai social media.

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Navya Dorigatti

'Non ho nessuna foto di mia madre’

Navya, a cui è stato dato il nome nell’orfanotrofio, ha pochissimi dettagli della vera madre.

A quanto ne sa il suo nome è Sofia ed era una ragazza cristiana che l’ha data alla luce all’età di 19 anni, il 31 marzo del 1984 a Calicut.

Adesso la donna dovrebbe avere 56 anni.

La mia speranza è che sia ancora viva. Anche questo purtroppo è un punto di domanda

Navya è il frutto di una relazione che descrive come “illegale, che può voler dire tra membri di caste o religioni diverse, oppure al di fuori del matrimonio”.

Le circostanze difficili in cui è stata concepita sono perfettamente chiare a Navya, che tiene a precisare a SBS Italian di non avere alcun sentimento negativo nei confronti della madre e di capire le enormi pressioni a cui è stata sottoposta.

“Se venissi a sapere che la mia ricerca in qualche modo la potrebbe danneggiare, smetterei immediatamente.”

Navya Dorigatti insieme al padre.
Navya Dorigatti insieme al padre.

‘Il mio desiderio di conoscerla è aumentato quando sono diventata mamma'

Navya ha raccontato di aver avuto una vita felice in Italia in compagnia dei genitori, che non le hanno fatto mancare niente.

Ma il desiderio di conoscere le sue origini si è fatto più forte dopo il matrimonio e la nascita delle due figlie, la prima sette anni fa. Da quel momento ha scelto di intensificare le ricerche.

"Le mie figlie mi chiedono come va la ricerca, ma non possono chiaramente capire cosa significa per me. Mia mamma invece mi sostiene, anche se ogni tanto vorrebbe che mi mettessi l’animo in pace". 

Una traccia da seguire

Le risposte positive sono state poche finora e una di esse di difficile interpretazione. Navya infatti ha ricevuto un email che, in modo quasi minaccioso, le chiedeva di interrompere le sue ricerche.

Ad una richiesta di ulteriori spiegazioni, il silenzio.

Ancora oggi Navya prega quella persona di riprendere i contatti perché, come ricorda a SBS Italian, “smetterebbe immediatamente le sue ricerche se questo può arrecare danno alla mamma”.

“Se questo volesse dire ferirla, smetterei immediatamente”.

L'appello sui social di Navya.
L'appello sui social di Navya.
Navya Dorigatti

‘Come cercare un ago in un pagliaio’

Navya è consapevole che la ricerca è difficilissima e che potrebbe risultare in un nulla di fatto. Ma è filosofica al riguardo. “Se la mia ricerca non avesse successo, non succederebbe niente”, confida a SBS Italian.

“La mia speranza è che lei possa tornare. Dentro di me penso sia viva e che se non torna è perché non può”.

Navya accetta il fatto che ci sono difficoltà geografiche e culturali quasi insormontabili da superare e rivela le sue intenzioni.

“Mi limito a raccontare la mia storia e che lei possa venire a me di sua spontanea volontà, se può”.

Se ciò accadesse in futuro, l’incontro immaginato tante volte non sarà facile all’inizio. “E una persona che mi sarà sconosciuta. Per entrambi ci vorrà tempo, per conoscersi e riconoscersi.”

Ascolta la storia di Navya raccontata a SBS Italian.

"La mia speranza è che un giorno mia mamma possa tornare da me"
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