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Via libera ai Partner visa contro il calo dell’immigrazione in Australia

Source: Getty Images

Il parlamentare laburista Julian Hill ha proposto di sbrigare le pratiche dei Partner visa più rapidamente per tamponare il calo dell’immigrazione in Australia.

Il dibattito sull’immigrazione in Australia post COVID-19 non è destinato ad esaurirsi presto, dopo che i numeri degli immigrati sono calati in modo drammatico a seguito del blocco dei confini e della fuga nei Paesi d’origine.

Se qualche settimane fa il partito laburista, per bocca di Kristina Keneally, aveva detto a chiare lettere che l'immigrazione Down Under non sarebbe ripresa ai ritmi precedenti per non sfavorire i lavoratori locali, ora il parlamentare laburista Julian Hill avanza una nuova ipotesi.


Highlights: 

  • In Australia si sta pensando di dare la priorità al disbrigo delle pratiche dei Partner Visa per tamponare il calo dei migranti
  • I Partner visa possono entrare in Australia nonostante il "travel ban"
  • Le esenzioni al "travel ban": quali sono e a chi si applicano

La soluzione migliore per lui è quella di spingere perché gli arretrati delle pratiche di domande per partner visa vengano sbrigati più rapidamente, per tamponare in qualche modo il calo drammatico della migrazione. 

Le tempistiche dei partner visa 

“La sua proposta conferma il concetto della necessità degli immigrati come traino dell’economia”, racconta a SBS Italian l’agente d’immigrazione Emanuela Canini, “e suggerisce che dato che la pandemia ha interrotto il flusso e prima o poi bisogna ricominciare, tanto vale considerare come primi della lista quelli che hanno già forti connessioni familiari, e cioè con i partner visa”. 

La proposta secondo Canini ha senso, se si considera che la maggior parte di questi visti viene richiesta da persone già presenti sul territorio che già lavorano e usufruiscono del Medicare. La maggior parte di loro ha un bridging visa che garantisce pieni diritti, e sono già inseriti nel contesto lavorativo e sociale. 

È una coda difficile da smaltire, ma questa potrebbe essere l’occasione per farlo, dato che di altri visti da sbrigare non ce ne sono più tanti 

I tempi infatti sono assai lunghi: le tempistiche per avere un partner visa temporaneo hanno superato i due anni, ai quali bisogna aggiungerne altri due per ottenere il visto permanente.

La spiegazione è data dall’accumulo di pratiche da sbrigare per il ministero dell’immigrazione, dato che le richieste di visto in attesa di una risposta sono circa 100 mila. 

Partner visa richiesti da fuori Australia 

Generalmente chi richiede questo visto dall’estero aspetta meno dei due anni standard di chi lo richiede in Australia, perché le pratiche burocratiche vengono sbrigate dall’ambasciata del proprio paese o del Paese vicino di competenza, i cui uffici sono molto meno congestionati degli uffici in Australia. In alcune circostanze l’attesa è di solo un anno.

Nella situazione anomala causata dal coronavirus però tutto si è rallentato. Non solo, al momento non è chiaro se le pratiche siano sotto esame – se pur con lentezza – o se abbiano smesso di prenderle in esame fino a data da destinarsi, senza comunicarlo ufficialmente.

La proposta del parlamentare Julian Hill riguarda anche queste pratiche depositate all’estero, e offre un barlume di speranza a chi ha un partner in Australia e si trova lontano. 

Partner visa fatto all'estero: si può entrare in Australia nonostante il “travel ban”? 

Se una persona ha già un Partner visa può entrare in Australia, avvalendosi di una delle esenzioni al divieto di entrata.

Diverso è il caso di chi abbia un Prospective Marriage visa, conosciuto anche come Fiancée visa, che viene concesso a fidanzati in attesa di matrimonio, ma non ancora sposati.

Lo scopo del visto è di poter venire in Australia per sposarsi entro nove mesi, la durata massima del visto. In questo caso non si viene considerati famigliari stretti, categoria che comprende i coniugi, le coppie di fatto registrate e quelle conviventi da 12 mesi.

A chi possiede questo visto purtroppo non rimane che aspettare e sperare che i confini riaprano entro la scadenza del visto, cioè entro i nove mesi dall’approvazione, per venire a sposarsi.

In caso contrario il visto scade e il costo è molto alto, visto che costa quanto un Partner visa, cioè quasi $8.000.

“Noi come associazione degli agenti di immigrazione abbiamo già fatto presente al governo questi casi”, ha sottolineato Emanuela Canini a SBS Italian, “e ci auguriamo che facciano delle eccezioni per far sì che non si debba richiedere un nuovo visto, sarebbe assurdo.” 

Chi ha diritto alle esenzioni? 

Le esenzioni al momento sono poche e non riguardano i turisti e nemmeno chi ha ricevuto uno sponsor. È necessario avere una motivazione veramente eccezionale per poter avere il permesso di entrare.  

Ci sono diverse categorie di casi dove si possono applicare le esenzioni. Oltre ai casi di famigliari stretti, dove oltre ai partner vengono inclusi anche i figli minorenni o dipendenti finanziariamente dai genitori, può entrare in Australia anche chi è un tutore legale di minori.

Sono esentati dal divieto tutti i cittadini australiani, i residenti permanenti e i neozelandesi che vivono in Australia e che possano provare di essere domiciliati in Australia.

Chi fa parte di queste categorie può entrare senza richiedere un’esenzione formale, ma deve poter mostrare la documentazione necessaria.

Chi invece possiede visti temporanei come studenti, lavoratori sponsorizzati e imprenditori deve richiedere un’esenzione formale. 

A chi viene concessa l’entrata 

L’esenzione può venire concessa a chi fa dei lavori critici per la pandemia, tra cui in particolare medici, ingegneri e chiunque sia stato invitato dal governo con lo scopo di intervenire professionalmente nell’emergenza.

All’elenco si aggiungono i diplomatici e chi presenta motivazioni convincenti o compassionevoli, che comprendono la maggior parte delle richieste. 

Come si compila la domanda di esenzione 

La richiesta si fa online con un modulo elettronico sul sito del governo e la risposta può anche arrivare il giorno dopo, non c’è una tempistica di attesa specifica.

Al modulo si possono allegare documenti che si ritengano validi per avere più possibilità di successo.

“Consiglio di allegare una lettera che descriva la situazione e che spieghi i motivi dietro alla necessità di entrare al più presto”, racconta Emanuela Canini, “provando quello che si scrive, con la speranza che venga dimostrata più flessibilità e che in futuro aumentino le categorie che hanno diritto all’esenzione".

Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti.

I test per il coronavirus ora sono ampiamente disponibili in tutta Australia. Se avete sintomi da raffreddore o influenza, richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080. 

La app di tracciamento del coronavirus del governo federale COVIDSafe è disponibile e può essere scaricata dall’app store del vostro telefono.

SBS è impegnata nell'informare tutte le comunità d'Australia sugli ultimi sviluppi legati al COVID-19. Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo sbs.com.au/coronavirus.

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