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La fine del caffè tradizionale?

Espresso pot in the kitchen, on the oven Source: iStockphoto

La caffettiera italiana, la moka per capirci, non se la passa bene e secondo molti rischia di scomparire.

Un recente articolo del quotidiano The Telegraph ha analizzato le difficoltà finanziarie della Bialetti, l'azienda che ha inventato e tuttora produce l'iconica caffettiera italiana. La Bialetti sarebbe sotto pressione per il crescente successo delle nuove tecnologie presenti sul mercato, in particolare quelle delle macchine per caffè in cialde.

Secondo il quotidiano britannico, anche gli italiani stanno sempre più scegliendo il caffè in cialde rispetto ai metodi di preparazione tradizionali, e questo sarebbe anche dimostrato da una diminuzione nelle vendite di caffè macinato. E una simile tendenza si può osservare in molti altri paesi consumatori di caffè.

Si tratta della tragica fine di un'era, o il cambiamento tecnologico è inevitabile per l'universo delle tazze di caffè fatto in casa?

"I cambiamenti tecnologici si applicano a molti campi e il caffè non è diverso", ha raccontato a SBS Italian Luca Mistretta, direttore vendite nazionale del produttore di caffè italiano Di Lorenzo Caffè. "In fin dei conti la moka è stata una invenzione innovativa negli anni '30, prendendo il posto dei metodi di preparazione tradizionali preesistenti".

Infatti, la caffettiera moka originale fu introdotta da Alfonso Bialetti nel 1933 e da allora è diventata onnipresente nelle case italiane. Il suo design unico la ha fatta anche diventare un pezzo da esposizione nel Museum of Modern Art di New York.

Bialetti
Bialetti
Flickr/enricorazzetti CC BY-SA 2.0

Alina Bacuma è la proprietaria di Muretto & Co, un coffee shop a Pyrmont, vicino al centro di Sydney. Alina è nata in Moldavia e si è trasferita a Milano quando aveva 12 anni. Secondo lei, la moka non scomparirà mai, ma sarà utilizzata in modo diverso rispetto al passato.

"Sta diventando qualcosa di meno comune e più sofisticato", afferma Alina. "Sarà usata meno spesso perché le persone non hanno sempre abbastanza tempo per aspettare che il caffè sia pronto. Ma comunque continueranno ad averla in casa per mantenere vivo il ricordo della tradizione".

Alina racconta di avere a casa propria sia una caffettiera moka, che una macchina pod e una macchina da caffè semi-professionale. Laddove tende a preparare il caffè in cialda quando ha poco tempo, si concede "il lusso" di preaprarsi un caffè in caffettiera quando ha abbastanza tempo.

"Uso la moka quando voglio riempire la mia casa con il profumo di caffè".

Alcuni ristoranti hanno addirittura iniziato a usare la moka per servire il caffè di fine pasto a propri clienti.

"Nell'arco di una settimana sono andata in due ristoranti italiani, uno a Bondi Beach e l'altro nel centro di Sydney, e entrambi hanno preparato il caffè usando una caffettiera. Qualcosa che non si vede spesso in giro", ha aggiunto Alina Bacuma.

Pods
Coffee pods
Flickr/Joe Shlabotnick CC BY 2.0

Dall'Italia alla Colombia

L'Italia non è l'unica nazione tra le nazioni amanti del caffè i cui metodi di preparazione tradizionali siano messi in discussione dalle nuove tecnologie e dalle tendenze dei consumatori.

"In Colombia di solito beviamo un caffè simile al long black", afferma Juan Trujillo, proprietario di Cafe con Leche, un locale del quartiere Surry Hills, a Sydney. "Lo prepariamo sul fornello o utilizzando una macchina chiamata 'greca', anche se di recente i gusti delle persone sono sempre più ricercati e vogliono sempre più il cappuccino."

Trujillo, originario di Medellin, in Colombia, pensa che alla fine le persone si preoccupino più di ciò che c'è nella tazza e meno di come venga preparato il loro caffè.

"Se sei di fretta, un caffè in cialda va bene", dice, "ma io continuo a preferire il caffè preparato con la mia greca, anche più di quello che servo nel mio bar usando la macchina per espresso".

Greca
AAP

Seduta a un tavolino nel locale di Juan Trujillo c'è Juliana Gamboa, la sua fornitrice di caffè e proprietaria della torrefazione Colombian Coffee Connection, con sede nel vicino quartiere di Alexandria. Secondo Juliana, i produttori di caffè devono adattare il proprio prodotto alle nuove tecnologie per continuare a migliorare il sapore della bevanda.

"È necessario scoprire come trattare il chicco, e quale sia il modo migliore per adattarlo a una particolare tecnologia".

Juliana non crede che le cialde siano il futuro del caffè fatto in casa, e pensa che si debba prestare attenzione alle tecnologie emergenti nella preparazione del caffè.

"Quello che viene chiamato 'specialty coffee' sarà il prossimo trend che le persone abbracceranno, sotto forma di preparazione con la tecnica dell'aeropress per esempio".

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