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Lena Santospirito: la mamma degli italiani

Sisters Maria and Lena Virgona [later Santospirito] on Christmas day 1922. Reproduced with permission of Co.As.It. – Italian Historical Society. Source: Co.As.It. – Italian Historical Society.

Lena Santospirito, nata in Australia da genitori eoliani, divenne una figura di riferimento importantissima per gli immigrati italiani durante la Seconda Guerra Mondiale e nell'immediato dopoguerra. Laura Mecca, ex direttrice della Società Storica Italiana di Melbourne, ci aiuta a ricordarla.

Lena Santospirito (Virgona) nacque nel 1895 in Australia da emigranti delle Isole Eolie che arrivarono agli inizi del 1890. Fu una delle prime donne italo-australiane ad offrire agli emigranti italiani un servizio assistenziale gratuito per il loro inserimento nel Paese.

Laura Mecca ci racconta la sua storia.

C'era una volta in Australia: Lena Santospirito
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Al loro arrivo in Australia Bartolo e Bartolina Virgona si stabilirono a Ballarat, dove nacque la figlia Luisa Angelina (Lena) e dove aprirono un negozio di frutta e verdure. Questa era un’attività commerciale comune tra gli Eoliani di quei tempi, che avevano negozi in molti quartieri di Melbourne come Hampton, St Kilda, Richmond, Brunswick e Fitzroy.

I Virgona si trasferirono a Melbourne dopo pochi anni e si stabilirono a Fitzroy, dove aprirono un altro negozio di prodotti ortofrutticoli. La mamma di Lena era una donna di polso, severa con i tre figli, molto religiosa e caritatevole.

"Era lei che in casa portava i pantaloni"

Lena frequentò le elementari alla scuola cattolica di St Joseph a Collingwood, dove vinse una borsa di studio per accedere al Catholic Ladies College di East Melbourne per le scuole secondarie, che completò con successo. Era una studentessa molto brava, ma i genitori non vollero farle proseguire gli studi e mandarla all’Università, anche perché avevano acceso un mutuo per il negozio e avevano bisogno che i figli contribuissero al reddito di famiglia con i loro guadagni. Nel 1913 Lena andò a lavorare come telefonista.

Reproduced with permission of Co.As.It. – Italian Historical Society.
Members of the Archbishop's Committee for Italian Relief inspecting bales of clothing collected in Melbourne for dispatching to Italy.
Co.As.It. – Italian Historical Society.

Nel 1925 sposò Antonio Santospirito, anche lui eoliano, emigrato in Australia alla fine del 1800. Da questa unione nacquero tre figli. Antonio gestì per molti anni una ben nota bancarella di fiori vicino a Flinders Station.

Lena ereditò dalla madre Bartolina la profonda religiosità e un incredibile senso altruistico e caritatevole. Sin da giovane prestò il suo aiuto sia a padre Di Francesco (dal 1921 al 1934) che a Padre Ugo Modotti (dal 1939 al 1946) nella organizzazione di eventi per la raccolta di fondi a favore della comunità italiana.

Al rientro in Italia di padre Modotti nel 1946, Lena diventò presidente del Comitato Arcivescovile e continuò la sua opera di raccolta fondi. Con l’aiuto della Croce Rossa il Comitato inviò pacchi dono di abiti e coperte in Italia, dove le condizioni di vita erano difficili. Il Paese usciva da una guerra disastrosa che era costata la vita a migliaia di fratelli, mariti e padri.

"Quelli che ritornavano dalla Guerra, erano distrutti fisicamente e nell’anima; non c’era lavoro, le campagne erano improduttive e le città con le industrie distrutte dai bombardamenti. La disperazione regnava dappertutto, dalle Alpi alla Sicilia. La mancanza di fiducia in una ricrescita del paese e l’emigrazione verso paesi lontani rappresentò l’unica possibilità di sopravvivenza"

Fu soprattutto dal 1949, con l’ondata di arrivi di emigranti italiani, che Lena Santospirito si rivelò la persona per la quale ancora oggi viene ricordata nella collettività come “la Mamma degli Italiani”.

"Un personaggio mitico, importante da ricordare"

I primi emigranti arrivavano soprattutto per ricongiungersi ai familiari separati dalla Guerra per lunghi anni, poi cominciarono ad arrivare da tutte le parti d’Italia per sfuggire semplicemente alla povertà.

Co.As.It. – Italian Historical Society
Italian Community Debutantes Ball 6 August 1946, Hawthorn. Reproduced with permission of Co.As.It. – Italian Historical Society
Co.As.It. – Italian Historical Society

Lena lavorava dalla sua casetta al n. 79 di Bouverie Street, a Carlton. Il tavolo da pranzo era diventata la sua scrivania, la sala il suo ufficio. La fila di emigranti partiva dalla sua porta sino all’angolo della via. Tutti avevano bisogno di aiuto, chi per ottenere permessi di sbarco per parenti o amici, chi per traduzioni di certificati, chi per trovare lavoro nelle vicine fabbriche di automobile o presso l’Ente Ferroviario o Tranviario. Trovare un’abitazione era un grosso problema negli anni Cinquanta, e Lena si adoperò in mille modi per facilitare la loro sistemazione.

Le migliaia di lettere conservate nella Collezione Santospirito presso la Società Storica Italiana del Coasit danno un’idea del suo immenso lavoro. Nel 1950 un articolo apparso nei quotidiani italiani che parlava anche di lei scatenò una marea di richieste di aiuto. Molte di queste lettere erano indirizzate a:

Lena Santospirito

“La Mamma degli Italiani”

Melbourne Australia

E all’Ufficio Postale Centrale dovevano ben sapere chi era questa “Mamma degli Italiani” perché le lettere venivano regolarmente recapitate! Molte sono missive molto commoventi, come questa inviata da Roma il 29 giugno 1950.

Gentile e Buona Signora,

Leggendo un giornale ho appreso quanto Lei abba fatto per gli Italiani.

Le scrivo per parlarle di due italiani poveri. Molto poveri. Lui ha 32 anni, lei ne ha 27 e hanno un bambino di 27 mesi.

Tutti e due sono stati travolti dalla guerra, tutti e due sono stati prigionieri in Germania dove hanno tanto sofferto. Quando sono ritornati dopo due anni di prigionia, nel 1945, non hanno trovato più nulla, tutto perduto, senza casa, senza lavoro, senza denaro. A lei affido la disperazione e il dolore di questi due giovani e del loro bambino. Lei e gli altri italiani di laggiù possono fare una grande opera di bene aiutandoli – qualche vestito vecchio, qualche paio di scarpe usate, un po’ di viveri di conforto...

Molti scrivevano anche dall’Australia chiedendo ogni sorta di aiuto, come Giuseppe che nel 1951 scrisse affinché Lena intercedesse presso il Ministero dell’Immigrazione australiano per permettere a sua suocera di raggiungerli, dopo che le avevano rifiutato il visto per problemi di salute. Scrisse:

Noi non saremmo partiti e non avremmo abbandonato una povera vecchia che al mondo aveva solo noi tre se ci avessero detto che mia suocera non poteva venire con noi!  Ed è solo dopo aver ricevuto promesse e assicurazioni che io accettai di firmare il contratto che mi legava al governo australiano per due anni.

Tante situazioni familiari drammatiche, che Lena Santospirito cercò di risolvere impegnandosi al massimo.

Co.As.It. – Italian Historical Society.
Mrs Lena Santospirito [left] and Mrs Lena Cincotta being presented with the Italian Star of Solidarity award by the Consul-General of Italy. Reproduced with permission of Co.As.It. – Italian Historical Society.
Co.As.It. – Italian Historical Society.

Durante i primi anni '50 Lena andò più volte con una delegazione consolare italiana a visitare gli emigranti all’ostello di Bonegilla. Erano anni di crisi economica anche in Australia e la permanenza dei nostri emigranti a Bonegilla si protrasse per lunghi periodi, senza lavoro, senza soldi e lontani dalla famiglia, creando sconforto e tanta rabbia che poi sfociarono nella ben nota sommossa dei Riots of Bonegilla.

A Melbourne, i famosi balli e le feste per le debuttanti continuarono sia nella St George's Hall a Carlton sia nella Town Hall di Brunswick o in altri sobborghi vicini. Queste serate danzanti erano frequentate da centinaia di giovani tra cui molte ragazze nate in Australia accompagnate dai loro genitori che vigilavano su di loro! Era un’occasione dove i “vecchi” emigranti venuti in Australia prima del 1940 avevano l’opportunità di incontrare i “nuovi” italiani, soprattutto i tanti giovani soli senza famiglia. Questo facilitò immensamente il loro insediamento, guidati da chi aveva già fatto questa esperienza. Tra di loro si stabilì un legame importante e duraturo.

Fra l’altro, decine e decine di incontri tra ragazze e ragazze a queste serate danzanti sono poi sfociati in matrimoni. Non solo, ma spesso le ragazze italiane portavano a questi balli anche compagne di lavoro australiane o di altre nazionalità che molte volte si innamoravano per poi sposarsi i giovanotti italiani.

L'altrettanto famosa San Remo Ballroom di North Carlton prese poi il posto della St George’s Hall.

Nel 1948, arrivarono a Melbourne anche le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, per dirigere il St Benedict’s Hospital a Malvern. Queste religiose facevano parte di una congregazione fondata nel 1880 a Codogno, vicino a Milano, da Suora Francesca Saverio Cabrini. Lena Santospirito si prodigò per raccogliere fondi nella collettività anche per questo Ospedale, che poi diventò l’Ospedale Cabrini, che ancora oggi occupa un posto speciale nel cuore degli italiani di Melbourne.

Lena lavorò per molti anni dalle 6 del mattino alle 11 di sera nel suo “ufficio” nella casa di Carlton. È difficile pensare come sia anche riuscita a conciliare il suo impegno per la comunità con quello di mamma e moglie.

Ancora oggi Lena Santospirito viene ricordata per la sua grande fede, bontà e generosità e come un importante personaggio della storia della collettività italiana di Melbourne.

Un ringraziamento speciale alla Società Storica Italiana del Coasit di Carlton per le immagini qui riprodotte.

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