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Dietro-front del governo sulle nuove regolamentazioni anti-truffa per le domande di visto.
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Shamsher Kainth, Carlo Oreglia

6 Dec 2017 - 1:59 PM  UPDATED 6 Dec 2017 - 5:05 PM

Il Senato ha respinto l’emendamento alle norme attuali di migrazione, che prevedeva l’esclusione per 10 anni dalla possibilità di presentare domanda di visto per chi avesse fornito informazioni o documenti falsi nei 12 mesi precedenti alla presentazione della richiesta di visto.

I cambiamenti, entrati in vigore lo scorso 18 novembre, prendevano di mira chi avesse fornito documentazione falsa o ingannevole al Dipartimento d’Immigrazione, al Tribunale di revisione delle pratiche o al Tribunale d’appello.

Una richiesta di visto depositata a partire dal 18 novembre avrebbe potuto essere respinta qualora si fossero trovate prove di documentazione fasulla o ingannevole in richieste di visto presentate nell'arco 10 anni precedenti.

“Some of the powers that Peter Dutton wanted to give himself included the powers to cancel visas for something like speeding ticket.” Il Senatore dei Verdi Nick McKim

Si trattava dell’estensione generale di una regola in precedenza applicata a pochi visti.

L’obiettivo, secondo il ministro per l’immigrazione, Peter Dutton, era di impedire una scappatoia comunemente utilizzata da chi viene scoperto a fornire false informazioni, ovvero ripresentare una nuova domanda dopo 12 mesi.

Il Senato ha però votato contro questi cambiamenti, ritornando al sistema precedente.

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Secondo le nuove Migration Regulations, chi viene scoperto a fornire documenti falsi o informazioni ingannevoli nella propria domanda di visto rischia un periodo di esclusione di 10 anni.