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Prime Minister Malcolm Turnbull shakes hands with Treasurer Scott Morrison after delivering the 2018 Budget in the House of Representatives at Parliament House. (AAP)

Cosa cambia l'anno prossimo e il dietro-front del governo sul Parent Visa.

By
Carlo Oreglia
Published on
Friday, May 11, 2018 - 13:15
Duration
12 min 57 sec

La finanziaria 2018, presentata martedì sera dal Ministro del Tesoro, Scott Morrison, ha al suo interno diversi aspetti legati all’immigrazione e su come il governo ne stia progettando il futuro.

“Abbiamo quindi sicuramente una stretta su tutto quello che concerne la sicurezza del Paese” racconta a SBS l’agente di immigrazione Emanuela Canini, sottolineando l’aumento degli investimenti sia nelle infrastrutture aeroportuali, sia sul controllo dei visti.

A ciò va collegato un aumento dell’investimento sui sistemi informatici che dovrebbero migliorare non solo l’identificazione delle persone ma anche facilitare il controllo incrociato dei dati con gli altri enti.

Il Governo però ha previsto meno costi per tutto ciò che riguarda gli immigrati irregolari, prevedendo un afflusso minore nei centri di detenzione.

Di contro, ci saranno maggiori entrate per quello che riguarda le tasse sui visti; al momento il governo ha reso noto solo che l’aumento delle entrate è dovuto ai cambiamenti sui visti.

“Sicuramente ora un visto TSS costa di più di un 457 ad esempio, ma chissà quanti se ne faranno”.

Passiamo in rassegna i cambiamenti ai visti, iniziando da quelli rilasciati ai medici generici. Ad eccezione delle zone regionali, dove il Governo cercherà di dirottare i potenziali dottori in ingresso, i dottori a cui sarà conesso l'ingresso saranno in numero minore rispetto agli anni precedenti. I dottori immigrati che portanno entrare in Australia nel prossimo anno finanziario saranno 2.100.

Un altro cambiamento previsto sui visti, sarà la creazione di un nuovo percorso di residenza permanente all’interno del programma per i Parent visa, per quelli che avendo già un visto Retirement 405 o 410 volessero ottenere la residenza permanente.

Il Retirement Visa è un visto per pensionati che hanno un reddito superiore a 65.000 dollari l’anno e che sono disposti ad investire in Australia 1 milione e mezzo di dollari (o 1 milione, qualora scegliessero una zone rurale) investendone almeno la metà in titoli australiani.

È quindi solo un visto temporaneo a cui dall’anno prossimo si offrirà la possibilità di diventare permanente pur non avendo i requisiti che normalmente richiederebbe un Parent Visa.

Ad esempio vi potrebbero accedere anche quelli che non hanno neanche un figlio in Australia.

Con un ritardo di due mesi, l’8 maggio è passata al Parlamento la legge sulla tassa del training, ufficialmente chiamata Skills Australians Fund. Si tratta di una tassa fissa per i datori di lavoro che sostituirà il requisito del training nelle sponsorizzazioni.

Per il visto TSS, se l’azienda ha un fatturato inferiore a 10milioni dovrà pagare per ogni lavoratore 1200 dollari, oppure 1.800 se supera i 10 milioni di fatturato.

Per quanto riguarda i visti di sponsorizzazione permanente 186 e 187, la cifra sarà di 3000 dollari se l’azienda ha un fatturato inferiore a 10 milioni, oppure di 5.000, se supera i 10 milioni.

Questa tassa non è ancora in vigore e bisognerà attendere che la legge venga ufficialmente promulgata.

Mentre nella maggior parte dei casi la tassa non è rimborsabile, tranne nel caso di rifiuto della sponsorizzazione, nel budget sono previsti altri casi di rimborso. I casi in questione riguardano circostanze in cui il visto viene rifiutato per problemi penali o di salute del lavoratore, oppure quando il visto è approvato ma il lavoratore alla fine non va a lavorare per lo sponsor.

In caso di visto approvato per più di 12 mesi, se il lavoratore smette di lavorare entro la fine del 12esimo mese potrà avere diritto ad un rimborso, equivalente al periodo non lavorato. 

Infine la spinosa questione Centrelink e visto di ricongiungimento, sulla quale il governo ha fatto una decisa marcia indietro.

La legge a sorpresa del 1 aprile scorso del Social Security Act richiedeva a chi aveva sponsorizzato o avrebbero voluto sponsorizzare i genitori, di dimostrare uno stipendio altissimo, praticamente il doppio di quello previsto con la legge vecchia.

Su iniziativa dei Greens è stata presentata una mozione in Senato per la sua abolizione. Il governo, non avendo il sostegno per difenderla, ha accettato di fare un passo indietro e tornare alle vecchie regole.

 

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