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Citizenship Certificate file (AAP )

L'agente di immigrazione Emanuela Canini ci spiega come stanno le cose al momento.

By
Virginia Padovese, Francesca Rizzoli
Published on
Friday, October 20, 2017 - 11:09
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14 min 32 sec

La controversa proposta di legge del Governo Turnbull sulla cittadinanza è tutta da rifare. Il Ministero dell'Immigrazione ha confermato che a questo punto gli immigrati che hanno già presentato domanda di cittadinanza e quelli che intendono farlo in futuro saranno valutati in base ai requisiti attuali invece che alle regole più severe proposte dal Governo ad aprile. Migliaia di persone immigrate in Australia non si trovano dunque più nella situazione di limbo nella quale erano finite.

“Finalmente abbiamo delle notizie per tutti quelli che avrebbero potuto richiedere la cittadinanza australiana, ma erano in una situazione di attesa da aprile. Queste persone praticamente si erano ritrovate a dover soddisfare dei requisiti che non esistevano prima della loro domanda ma che secondo la nuova legge sarebbero stati anche retroattivi” ci ha detto stamattina Emanule Canini.

Parliamo dei quattro anni di residenza permanente (PR), un esame di inglese pari a un Ielts livello 6 in ogni componente del test e prove di integrazione nella società australiana. “Indubbiamente, al di là del test di inglese che molti avevano già dovuto affrontare per ottenre la residenza permanente, il problema principale era rappresentato dai quattro anni di PR, il che ritardava di almeno tre anni l’idoneità della maggior parte dei richiedenti” ha confermato Emanuela.

La maggioranza dei senatori si è opposta e la proposta di legge è stata rimandata al mittente.

Si è arrivati a questo punto perché a metà settembre era stata approvata una mozione proposta dal senatore dei Verdi Nick McKim secondo la quale, se la proposta di legge presentata il 20 aprile dal Governo Turnbull non fosse stata discussa in parlamento entro il 18 ottobre, si sarebbe dovuto ricominciare da capo. McKim, contrario alle modifiche proposte, aveva appositamente utilizzato questa procedura, che raramente viene usata in Parlamento, per far sì che tutte quelle persone che hanno già fatto richiesta di cittadinanza o che sono sul punto di presentarla, possano finalmente procedere e uscire da quel limbo in cui si trovavano.

Ora, visto che abbiamo confermato che chi ha già presentato domanda di cittadinanza e chi intende farlo in futuro sarà valutato in base ai requisiti attuali, ricordiamo quali sono questi requisiti.

I quattro anni di residenza da dimostrare sono totali, includono cioè il periodo passato in Australia con visti temporanei. In ogni caso un anno di residenza permanente deve esserci. Inoltre non sono ammesse assenze dall’Australia superiori a dodici mesi in totale nel periodo dei quattro anni di residenza e superiori ai tre mesi nell’ultimo anno prima di presentare la domanda. Non bisogna avere carichi penali, si dovrà superare il test di cittadinanza e partecipare alla cerimonia di conferimento.

Sappiamo bene che il Dipartimento di Immigrazione aveva bloccato la procedura e tutte le domande presentate dopo il 20 aprile erano in attesa di risposta, proprio perché la legge, se approvata, sarebbe stata retroattiva. 

“Le tempistiche della ripresa dei lavori non si possono prevedere, ma posso certamente dire come pure ha confermato il DIBP, che le richieste presentate il 20 aprile non sono ancora state aperte perché in effetti non ci sono ancora arrivati a quel punto. Purtroppo attualmente ci vuole quasi un anno a smaltire una pratica di cittadinanza e questo indipendentemente dallo stop che si è verificato, per cui se il DIBP non ricomincia subito a valutare le pratiche dal 20 aprile in poi è perché ha ancora quelle passate da prendere in esame”.

Il Governo ha reso noto che continuerà a negoziare con i senatori esterni alla Coalizione nella speranza di guadagnare il loro sostegno. La conoscenza della lingua inglese richiesta per poter ottenere la cittadinanza, potrebbe a questo punto assestarsi al livello 5 degli standard per i test internazionali, anziché al livello 6 come proposto in precedenza.
L'argomento verrà nuovamente preso in esame dal parlamento e nel momento in cui una nuova legge venisse approvata dovrebbe entrare in vigore dal primo luglio 2018.

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