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Visa (SBS)

"Avere un visto o meno non può diventare uno scherzo del destino", dice l'agente di immigrazione Emanuela Canini.

By
Virginia Padovese, Magica Fossati
Published on
Friday, December 1, 2017 - 14:08
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Duration
13 min 9 sec

Il Dipartimento d’Immigrazione sta respingendo sempre più spesso le richieste di visto che non presentano tutta la documentazione necessaria per la valutazione della pratica. È quanto ha dichiarato ai nostri microfoni l'agente di immigrazione Emanuela Canini. Ciò starebbe avvenendo soprattutto per quanto riguarda i richiedenti dei partner visa e delle sponsorizzazioni, inclusi gli sponsor stessi, ma può succedere a chiunque. Perché questa scelta? La motivazione ufficiale è che così si evitano quei trucchetti che la gente usa per prendere tempo, cioè inoltrando semplicemente il modulo del visto online senza allegare i documenti. Ma allora perché rifiutare visti che presentano almeno la metà dei documenti, o addirittura quasi tutti?

Ne abbiamo parlato con l'agente di immigrazione Emanuela Canini.

Rifiuto di un visto richiesto con documentazione incompleta

Emanuela ci racconta:

"Ho visto recentemente due richieste di nomination, fatte dallo stesso sponsor lo stesso giorno, con esattamente la stessa documentazione. Per una hanno richiesto più documenti, l’altra è stata direttamente rifiutata perché mancava un documento (lo stesso che mancava dall’altra parte). Due impiegati diversi dell’immigrazione, due risultati diversi. Io non credo sia giusto, perché se si applica una politica, quella politica si dovrebbe applicare a tutti. Avere un visto o meno non può diventare uno scherzo del destino o una questione di karma.

La mia opinione è che questa politica recente del DIBP mira oltre a scoraggiare le persone, come sempre, anche a diminuire il numero di pratiche. Ormai sappiamo tutti che le code per processare i visti sono lunghissime, parliamo di quasi due anni per un partner visa, di fino a 10 mesi per un 457 o 7/8 mesi per una residenza permanente con sponsorizzazione. Piuttosto che velocizzare le tempistiche magari impiegando altro personale, si fa prima a rifiutare i visti anche dopo solo pochi giorni della richiesta.

Intanto consiglio a chi si trova nella situazione di non poter fornire al momento della domanda tutta la documentazione richiesta, di allegare almeno una nota che spiega il perché non si hanno ancora certi documenti. Poi se succede che arriva un rifiuto, le alternative sono: un appello in tribunale a cui andare con tutti i documenti, ma questo implica altri costi e almeno un altro anno di attesa; oppure rifare la richiesta da capo, sempre se si può ovviamente, e sempre con costi ulteriori.

Ma allora qual è la lista completa dei documenti e dove la trovo? La risposta è: non esiste. Ovvero, c’è una lista di riferimento sul sito DIBP, ma non è sempre completa neanche quella. Faccio un esempio, è qualche mese che nei casi di richiesta di PR di quegli sponsorizzati che hanno lavorato due anni per lo stesso sponsor, il DIBP chiede di dimostrare che lo sponsor abbia rispettato l’obbligo del training durante tutto il periodo della sponsorship con il 457, non solo l’ultimo anno, tutti gli anni. Quindi vuole vedere le fatture dei pagamenti ad esempio, oppure i contratti degli apprendisti e così via. Ebbene queste cose non ci sono nella lista sul sito. E in ogni caso, immancabilmente anche a quelli che sostengono di avere mandato una documentazione completa, vengono comunque chieste altre cose, parliamo di una o due pagine di altri documenti. La politica del DIBP parla di well documented application. Ma allora mi chiedo, se manca un documento solo e parte un rifiuto, qual è la definizione di well documented?

Un’altra questione è quella delle scadenze dei documenti, ad esempio i certificati penali che scadono in 12 mesi, almeno quelli italiani, per altri Paesi anche prima. Il DIBP dice semplicemente che la scelta di allegarli subito o meno è di chi fa la richiesta del visto, perché poi se scadono li dovrà rifare. Quindi questa è la situazione che ci lascia allibiti, ma a quanto pare, si può solo cercare di limitare i danni".

Fornire documenti falsi o informazioni non corrette

Emanuela Canini ha dichiarato:

"È arrivato un altro cambiamento per tenere fuori quelli che imbrogliano per evitare di avere un bando dalla richiesta dei visti, che aspettavano dodici mesi da quando erano stati scoperti per poi rifare la richiesta. Ora i dodici mesi sono diventati dieci anni e ovviamente si rinuncia. Attenzione, perché con questa politica rischiano grosso non solo quelli che danno informazioni false o documenti falsi, ma anche quelli che semplicemente si sbagliano o omettono qualcosa, sia per una svista, sia per negligenza, anche se la richiesta è stata fatta tramite un agente di immigrazione. Quindi dico sempre agli italiani che spesso prendono i moduli molto alla leggera, di fare attenzione a ciò che si scrive e non omettere nulla anche se non sembra importante, e di verificare sempre cosa si è scritto nei visti precedenti per non creare contraddizioni.

Di recente sono anche state aggiunte delle nuove condizioni sui visti, come ad esempio mantenere lo stesso nome su tutti i documenti che si fanno in Australia e non avere debiti con il sistema sanitario pubblico. Pena, la cancellazione dei visti stessi.

Abbiamo la condizione 8602 che si applica praticamente a tutti i visti temporanei, per cui non bisogna avere nessun debito con il sistema sanitario pubblico, e cioè se per esempio non si ha la Medicare oppure una polizza privata che copre le spese, il conto bisogna pagarlo, o per lo meno fare in modo che ci sia un accordo con il sistema sanitario per un pagamento a rate se il debito è molto grande e se, ovviamente, accettano questo tipo di soluzione.

Poi abbiamo la condizione 8304 che è invece quella che impone a tutti di mantenere sempre un unico nome su tutti i documenti ufficiali sia federali che statali, quindi ad esempio la patente, la Medicare card, la registrazione della macchina e così via. Se capita di dover cambiare nome per qualche motivo, questo poi va cambiato immediatamente su tutti gli altri documenti. Questa condizione è stata posta per tracciare meglio le persone per motivi di sicurezza dato che molte nazionalità, non tanto gli italiani, hanno più di un nome o cambiano spesso".

Dal primo di gennaio cambierà la STSOL

Ancora Emanuela:

"Sappiamo ormai che le liste delle occupazioni per i visti cambieranno ogni sei mesi. Questi cambiamenti vengono suggeriti dal Department of Employment che segue degli studi di settore effettuati durante l’anno basati sull’andamento del mercato e sull’occupazione locale. Quindi il Dept of Employment ha sviluppato quella che chiamano la traffic light list che è una lista con dei colori di un semaforo, rosso e verde, dove si identificano le occupazioni che potrebbero essere rimosse o reinserite. Per gennaio, si prevede quindi che la MLTSSL non cambierà, mentre per la STSOL il cambiamento sarà minimo, in particolare potrebbero essere rimossi Hair or beauty salon manager, Recruitment consultant, Building associate, Accommodation and hospitality managers nec; mentre potrebbero essere reinseriti University tutor, Psychotherapist, Property manager, Real estate agent e Real estate representative".

Cambiano alcune occupazioni dalla lista SOL in Queensland e in Victoria

Emanuela ha spiegato:

"Il Queensland ha sospeso dal 27 novembre le occupazioni di Finance manager e Cafè and restaurant manager, anche se quest’ultima è ancora disponsibile per il visto regionale 489. Invece ricordiamo che il Victoria ha sospeso già dal 16 ottobre e continuerà fino al 12 gennaio 2018 tutte le occupazioni di ingegneria e building (c’è la lista completa sul loro sito), anche se potranno ancora richiedere un visto coloro che hanno un Dottorato di ricerca o un 457 in Victoria (attenzione però perché ci sono ulteriori requisiti anche per queste due categorie)".

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