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(AAP)

Cosa è cambiato nell’ultimo decennio attraverso i numeri del Dipartimento d'Immigrazione.

 

By
Carlo Oreglia, Francesca Valdinoci
Published on
Friday, April 27, 2018 - 12:34
File size
28.9 MB
Duration
15 min 47 sec

I numeri nudi e crudi spesso aiutano a raccontare una storia. Come è cambiato l’approccio del governo all’immigrazione in Australia e come è cambiata la stessa immigrazione?

Tante cose sono cambiate negli ultimi 10 anni, e l’analisi dei numeri ci aiuta a fare chiarezza.

L’agente di immigrazione Emanuela Canini racconta a SBS Italian come leggere i dati.

“Diciamo che anni fa con il boom economico si pensava meno a selezionare e più a trovare lavoratori nel minor tempo possibile.”

Nel 2007 i visti temporanei rifiutati sono stati 110, l'anno scorso 755. L'aumento è costante, e l'anno in cui tutto è cambiato è il 2013/14.

In quell’anno abbiamo assistito ad un picco nei rifiuti, 845 in totale per i visti italiani.

La causa va cercata nel boom di richieste di Working Holiday Visa: in quell’anno i WHV e i visti turistici sono stati quelli maggiormente rifiutati.

“Erano gli anni in cui si facevano carte false, letteralmente, per rinnovare il WHV dopo i 3 mesi di lavoro nelle ‘farm’”, ha raccontato a SBS Emanuela Canini “dove però non ci si aveva mai messo piede”.

“Si pagava qualche proprietario di queste ‘farm’ compiacente che firmava un modulo dichiarando che il ragazzo aveva lavorato lì per 3 mesi”.

Il Dipartimento di Immigrazione dopo essersene accorto ha cominciato a fare controlli a tappeto; spesso, a seguito di controlli sulle richieste, quello raccontato da Emanuela era risultato un'escamotage diffuso tra chi sperava di rinnovare il visto vacanza lavoro per il secondo anno. 

Stesso discorso per i visti turistici, la panacea per tutti i problemi, nel tentativo di allungare il soggiorno in Australia in qualche modo o di rimediare a un altro visto rifiutato.

Il 2013/14, da questo punto di vista, secondo Emanuela Canini “è stato un anno affollato e vissuto pericolosamente”.

L'unica categoria in controtendenza sembra quella dei visti turistici: abbiamo avuto un picco di rifiuti ancora nel '12/'13 con 118, per poi collezionare una serie di zero negli anni successivi.

In realtà i 118 visti rifiutati nel 2012/13 sono quelli relativi alla subclass 676, che a un certo punto è stata abolita quando il governo ha raggruppato diversi visti in un minor numero di subclass.

Al momento di tipi di visti turistici ce ne sono solo tre, quello che si fa tramite le agenzie di viaggio (ETA 601), quello che si può fare da soli online (e651) e il visto 600 che si fa di solito per venire in Australia per più di tre mesi o si richiede quando si è già in Australia e si vuole estendere il visto turistico precedente.

Raggruppando tutte le varie subclass durante i vari anni, vediamo che il picco dei rifiuti non è stato in realtà nel 2012-13 ma nel 2013-14, lo stesso anno finanziario del picco dei rifiuti del WHV

Analizzando i dati, si nota come non ci sia un particolare visto preso di mira dal governo, ma che a turno ogni visto viene messo sotto torchio, a seconda del momento e della popolarità dello stesso.

Se il 2013/14 i WHV ricevevano l’attenzione del governo, in diverse circostanze altri visti hanno avuto questo onore: dopo i WHV i visti studio, poi i Partner visa e negli ultimi due anni i 457.

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Il visto che sostituisce il 457 spiegato nei dettagli.

Al momento sono sotto scrutinio i visti di sponsorizzazione di residenza permanente 186 e 187, in quanto il governo si è accorto che molti sponsor non esistono oppure che stanno sponsorizzando persone a loro insaputa.

Trovare i dati delle persone o delle compagnie online è molto facile, stesso discorso per quanto riguarda la creazione su carta di attività commerciali che poi in realtà non sono mai state aperte. Questo spiega il rinnovato interesse da parte dell’Immigrazione verso queste richieste di visto.

Nel giro di 10 anni sono raddoppiati i rifiuti alla concessione di visti permanenti: da 50 a 101.

Questo aumento è coerente con l’aumento delle richieste di residenze permanente che sono state effettuate anno dopo anno.

Un dato interessante viene dal boom di rifiuti dei Partner visa (124) nel 2014-15, due volte e mezza quelli dell’anno prima. In quell’anno le richieste dei Partner visa erano aumentate drasticamente, con conseguente maggiore impegno del Dipartimento per scovare le coppie false che si erano formate solo per ottenere un visto.

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Il Ministro dell'Interno Peter Dutton propone l'idea di portare il numero massimo annuale di residenti permanenti da 190.000 a 170.000.

Dieci anni di rifiuti di visti e dieci anni di cancellazioni: da 198 nel 2008 alle 987 cancellazioni dello scorso anno. La parte del leone è appannaggio dall'ormai defunto 457, che ha visto lo scorso anno 342 cancellazioni.

Va precisato che le cancellazioni del 457 includono anche i casi dove la persona se n’è andata spontaneamente, ad esempio lavoratori che finito il progetto in Australia ritornano a casa o persone che spontaneamente lasciano il paese dopo aver perso a causa di cambiamenti legislativi l’opzione di diventare residente permanente.

“Un numero che probabilmente vedremo di più anche quest’anno, a causa dello spostamento di certe occupazioni sulle liste”.

Da notare anche la cancellazione di parecchi visti studio di corsi Vocational, cancellati nella maggior parte dei casi perché la persona non andava a scuola oppure lavorava più di 20 ore a settimana.

Quali conclusioni si possono trarre dall’analisi di questi 10 anni? Secondo Emanuela Canini, in passato con il boom economico si pensava meno a selezionare e più a trovare lavoratori nel minor tempo possibile. Dopo la crisi finanziaria globale nel 2008, quando la richiesta di entrata in Australia è esplosa, il governo ha cercato di approfittare della scelta più ampia dei candidati e di controllare meglio le richieste.

Essendo irrealizzabile un controllo totale, il Dipartimento di Immigrazione ha dedicato la sua attenzione di volta in volta ai visti dove il fenomeno di sfruttamento era più evidente.

Un esempio attuale è dato dai Business Visa, che storicamente non interessano tanto gli italiani. Il controllo sui soldi che entrano in Australia è ora molto più capillare che in passato, seguendo le tracce di milioni di dollari provenienti da attività illecite riciclati in Australia.

Non mi attendo un ritorno alla flessibilità finché l’economia non sarà di nuovo in condizioni di aver bisogno di parecchi lavoratori” conclude l’agente di immigrazione Emanuela Canini.

Allarme sulla riduzione delle categorie dei visti
Secondo alcuni agenti d'immigrazione il taglio al numero delle categorie dei visti potrebbe portare ad un aumento dei 'no' alle richieste presentate al Ministero.
 

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