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Avete fatto il pieno, recentemente?
Allora vi sarete accorti che in Australia il prezzo della benzina è salito alle stelle. No, non si tratta solo di un’impressione: le agenzie di rilevazione dei prezzi confermano che il costo per gli automobilisti non era così alto da quattro anni.
In un anno il prezzo della benzina è salito del 21% circa. Ovvero, se fare il pieno per un’automobile di media cilindrata (con un serbatoio di 40 litri) costava $52 nel settembre del 2017, oggi siamo costretti a spendere fino a $66. Per chi ha un SUV (e sono davvero tanti in Australia) si toccano i $100.
E la rabbia cresce, nell’opinione pubblica: in Queensland migliaia di persone si sono dette disposte a fare addirittura uno sciopero nazionale contro l’aumento dei prezzi del carburante. L’iniziativa è stata organizzata da Sabrina Lamont, un'insegnante di musica in pensione che, a causa degli aumenti, non ritiene più remunerativo andare in auto a casa dei suoi studenti.
La signora Lamont vuole che il governo federale riduca l'onere aggiuntivo delle accise e delle tasse, che rappresenta oltre il 30% del costo alla pompa della benzina e del diesel. La giornata di protesta è stata organizzata per il 26 ottobre.
Con un costo medio di 137,6 centesimi al litro per la benzina senza piombo Unleaded 91 (ma queste sono cifre delle scorse settimane, da allora il prezzo è salito di almeno 20 centesimi a livello nazionale), le accise federali rappresentano quasi 41 centesimi, mentre ulteriori 12,5 centesimi vengono aggiunti dalla GST (la tassa su beni e servizi). Il totale delle imposte supera dunque i 53 centesimi.
Le associazioni dei consumatori invitano a “shop around”, ovvero a identificare le stazioni di servizio con i prezzi più a buon mercato prima di fare il pieno, perché troppo spesso ci si lamenta, ma si mette benzina alla pompa più vicina a casa o sulla strada del lavoro o a quella dove magari si comprano anche spuntini o che ha al suo interno un bancomat.
Secondo alcuni esperti, l’aumento di questi giorni è da collegare alle vacanze scolastiche, che sono in corso o stanno per iniziare in tutti gli stati e i territori australiani. Non è una novità che quando si sa che gli automobilisti non avranno altra scelta se non fare almeno un pieno per portare i figli in villeggiatura, le aziende petrolifere facciano loro “offerte che non possono rifiutare”.
Ma non è questo l’unico motivo: secondo l'economista di CommSec Ryan Felsman gli automobilisti devono abituarsi a vedere prezzi non inferiori a $1,55 per i prossimi mesi.
Le ragioni? Aumenti a livello internazionale del petrolio greggio.
Un barile di Brent, che generalmente stabilisce il prezzo standard, ha raggiunto in 24 ore il massimo dal 2013, attestandosi al di sopra della soglia psicologica degli 80 dollari americani, dopo che l'Arabia Saudita e la Russia hanno escluso qualsiasi aumento immediato della produzione nonostante le richieste del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di aumentare l'offerta globale.
Tutto ciò mentre l’ACCC (la commissione australiana per la concorrenza e i consumatori) sostiene che l'aumento della concorrenza nel settore delle stazioni di servizio dovrebbe esercitare una pressione al ribasso sui prezzi.
La Commissione ci dice che nel 2002-03 le principali catene di stazioni di servizio, come ad esempio BP, Shell e Caltex, rappresentavano l'83% di tutte le vendite al dettaglio. Oggi quella quota è scesa al 38%, in parte a causa di un forte aumento del numero di pompe indipendenti.
I nuovi attori nel mercato - 7-Eleven, United, Speedway, Puma Energy e On The Run, fra gli altri - hanno intanto più che quadruplicato la quota di mercato nel periodo, passando dal 6% al 25%.
E allora che cosa possono fare gli automobilisti? Ben poco, ma risparmiare qualche dollaro ogni volta che si fa il pieno è sempre possibile, grazie alla tecnologia che abbiamo nel palmo della mano. Esistono numerose app per smartphone (alcune delle quali con il marchio dell’ufficialità dei governi statali e delle associazioni dei consumatori, oltre che degli Automobile Club dei vari stati - NRMA in NSW, RACV in Victoria ecc.) che in tempo reale ci dicono quali sono i prezzi di tutte le pompe nella zona in cui abitiamo o lavoriamo.
Alcuni esempi? Eccoli:
Ufficiali
- MyNRMA - National Roads and Motorists' Association
- RACV - Royal Automobile Club del Victoria
- Database del Governo Australiano con i costi della benzina dal 2016
- ACCC - Australian Competition & Consumer Commission
Website & Apps
- FuelMap
- GasBuddy
