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Juventus-Lazio: CR7, ad un passo dal primo gol

I compagni debbono imparare a servirlo meglio, soprattutto a tempo debito, intanto si porta appresso un bel nugolo di avversari permettendo ai compagni di trovarsi più liberi in fase di realizzazione. Il commento di Filippo Grassia, giornalista sportivo e autore della moviola alla radio.

Mario Mandzukic e Cristiano Ronaldo
Juventus' Mario Mandzukic, left, celebrates with teammate Cristiano Ronaldo after scoring his side's 2nd goal Source: Alessandro Di Marco/ANSA via AP

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Cristiano Ronaldo è rimasto all'asciutto per il secondo turno consecutivo mancando, fra l'altro, un gol fatto per sfortuna pura. Ma la Juventus, con le perle di Pjanic e Mandzukic, ha steso la Lazio che mai ha impensierito Szczesny: impalpabile, l'ha detto anche Inzaghi.

Allegri, scottato dal rischio corso al Bentegodi, ha ripristinato il centrocampo a 3 (sontuoso Matuidi) e, udite udite, s'è preso il lusso di lasciare inizialmente in panchina Dybala e Douglas Costa.

Date un'occhiata ai panchinari della Signora e vi troverete di fronte a un gruppo da podio.

Basterà per arrivare in fondo alla Champions League? per molti versi la risposta è nelle gambe e nella testa di CR7 che prima o poi riprenderà a segnare.

Il suo quasi omonimo Ronaldo, al tempo dell'Inter, andò in gol alla seconda giornata a Bologna. I compagni debbono imparare a servirlo meglio, soprattutto a tempo debito, a sua volta lui è tenuto a entrare con maggior precisione nell'ingranaggio della nuova squadra. Intanto si porta appresso un bel nugolo di avversari permettendo ai compagni di trovarsi più liberi in fase di realizzazione.

Resta l'interrogativo su Dybala, un lusso tenerlo fuori squadra. Visto che Mandzukic è insostituibile, Allegri dovrà scovare qualcosa di nuovo per dare spazio all'argentino. Ovvero ripristinare quel 4-2-3-1 che due anni fa funzionò a dovere per il sacrificio di tutta la squadra, in particolare di Mandzukic, allora esterno sinistro, e dello stesso Dybala, spesso risucchiato a centrocampo. Ma oggi il bosniaco è al centro dell'attacco. Ne riparleremo.

Nel frattempo il Var suscita qualche polemica per il minor numero di azioni riviste al monitor. Come nel caso del rigore negato al Napoli per il fallo di Calabria letteralmente franato sui Mario Rui. E alla moviola c'era di nuovo Massa che nel primo turno non aveva portato il collega Di Bello a controllare il contatto Fazio-Iago Falque.

Così il Var non ha senso. E' un passo indietro che non giova a nessuno.

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By Filippo Grassia, Stefano Grassia



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