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Il Napoli, mercoledì, sarà di scena a Belgrado con la Stella Rossa dopo aver battuto a fatica la Fiorentina. Guai a ripetere l'esordio d'un anno fa segnato dalla sconfitta in casa dello Shakhtar Donetsk che portò all'eliminazione nel girone.
La squadra gioca bene a tratti: non è più quella di Sarri, non è ancora quella di Ancelotti.
Pesante l'addio di Jorginho perché né Hamsik, né Diawara, né Allan sono in grado di prenderne il posto. Se De Laurentiis, in lite perenne con i tifosi e il comune, vuole dare fastidio alla Juventus e fare strada in Europa, deve regalare un paio di rinforzi ad Ancelotti.
Più arduo l'avvio in Champions League di Inter e Roma, uscite con le ossa rotte dalla quarta di campionato.
Per i nerazzurri non c'è pace. Clamorosa, per non dire inimmaginabile, la sconfitta subita dal neopromosso Parma con una rete spettacolare del giovane Dimarco. C'è qualcosa di stupefacente in questo episodio al pensiero che il giovanotto, subentrato all'infortunato Gobbi a inizio ripresa, è di proprietà dell'Inter.
Ahinoi e ahilui è stato ricoperto di vili insulti sui famigerati social da chi non gli ha perdonato provenienza ed esultanza. Ma scherziamo? Se la Beneamata ha perso ancora, la colpa non è tanto di chi l'ha punita con una bella iniziativa personale, ma di chi non riesce a sfruttare al meglio il materiale a disposizione. Vale a dire Spalletti.
Il mancato acquisto di Modric non vale più come alibi di fronte ai 140 milioni che il club ha investito (parte quest'anno, parte il prossimo) per rinforzare la rosa. I risultati sono minimi. E anche le giuste contestazioni all'arbitro non attenuano la portata d'un fallimento imperdonabile.
Siamo a metà settembre, e già le speranza di scudetto sono svanite.
Vedremo domani se l'Inter, che al Meazza non vince dalla scorsa primavera, riuscirà a battere il Tottenham in formazione rimaneggiata e in crisi di risultati.
La Roma, attesa fra poche ore dal Real Madrid, non è messa meglio: negli ultimi 2 turni ha perso 3 punti con Milan e Chievo dimostrando un'allarmante fragilità collettiva, non solo difensiva, nei minuti finali. Va bene il bilancio.
Ma il ds Monchi, richiesto dal Barcellona, poteva fare a meno di vendere Strootman dopo aver lasciato Nainggolan a Milano. Quando è troppo, è troppo.
