Nuovi dettagli dell’inchiesta sulla morte di Pino Acquaro avvenuta due anni fa, rivelano che l’avvocato venne colpito a morte perché ritenuto essere un informatore della polizia.
La rivelazione è contenuta in un articolo dell’Herald Sun, a firma di Anthony Dowsley e Mark Buttler, che hanno seguito l’inchiesta.
Secondo le loro fonti, figure di spicco della ‘ndrangheta erano convinte che Acquaro facesse il doppio gioco e che fosse diventato un’informatore della polizia. Per questa ragione venne messa sulla sua testa una taglia da 250mila dollari.
Acquaro venne ucciso vicino al suo locale Gelobar in Lygon Street, a Brunswick east nel marzo del 2016. Si stava dirigendo verso la sua automobile quando venne colpito da cinque colpi d’arma da fuoco. Il suo corpo poi venne ritrovato ore più tardi da uno spazzino.
Pino Acquaro aveva difeso da avvocato diverse figure in odore di criminalità, tra cui il sospettato boss Frank Maddafferi.
Il timore che Acquaro fosse un informatore, unito alla profonda conoscenza che aveva dei dettagli delle operazioni dei suoi assistiti, secondo le fonti dell'Herald Sun avrebbero spinto due figure di spicco della malavita ad assoldare un killer per eliminarlo.
La polizia in questi due anni ha seguito diverse piste e interrogato numerosi sospetti, ma al momento non è stato effettuato alcun arresto.
