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Troppa Juve per il Milan, poca Inter a Bergamo

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Juventus' Cristiano Ronaldo celebrates scoring during the Italian Serie A soccer match between AC Milan and Juventus FC at Giuseppe Meazza stadium in Milan, Italy, 11 November 2018.
Juventus' Cristiano Ronaldo celebrates scoring during the Italian Serie A soccer match between AC Milan and Juventus FC at Giuseppe Meazza stadium in Milan. Source: EPA/MATTEO BAZZI

Troppa Juventus per il Milan, e non solo per la superiorità nel possesso palla (57% a 43%) o il maggior numero di tiri in porta (8 a 2). E' una questione strutturale, finanziaria, culturale. Ci vorranno investimenti importanti in casa rossonera per ridurre un gap pesante, già 13 punti alla dodicesima giornata. Con questo andazzo diventerebbero addirittura una quarantina a fine campionato.

Decisive le reti di Mandzukic nel primo tempo e Ronaldo nella ripresa. In mezzo il rigore fallito da Higuain nell'unica palla-gol avuta a disposizione dai rossoneri in tutta la gara: mani di Benatia, già ammonito. Poteva starci l'espulsione per doppio giallo. L'argentino avrebbe pagato di suo per superare Szczesny, che nel primo turno di Champions League aveva parato un rigore al Valencia, e impallinare la sua ex squadra. Niente da fare. L'espulsione a 7 minuti dal novantesimo sottolinea la tensione con cui Gonzalo è sceso in campo. Non era giornata per lui. E la frustrazione ha preso il sopravvento sul talento dopo il rigore fallito.

A metà partita sarebbe stato più giusto il pari perché la Juventus, dopo essere passata in vantaggio, ha fatto girare il pallone a basse cadenze senza affossare il colpo. Nella ripresa il canovaccio è cambiato con i bianconeri che hanno dominato alla grande e, con la calma dei forti, hanno trovato il raddoppio. Di CR7 la firma prestigiosa.

Prezioso il ritorno di Mandzukic come terminale d'attacco. Banale la prestazione di Dybala, mai incisivo e determinante: di lui si ricorda solo una punizione finita di poco a lato. Se Allegri ha un problema, ce l'ha in difesa dove non riesce a trovare il compagno ideale di Chiellini. E ora la Juventus mantiene il vantaggio sul Napoli (6 punti) mentre l'ha portato a 9 sull'Inter travolta a Bergamo. Lontanissime le altre.

Il Milan ha fatto il massimo in relazione al nervosismo di Higuain, gl'infortuni di Musacchio, Biglia, Caldara e Bonaventura, la ripresa forzata di Calhanoglu e Kessiè. A Leonardo e Maldini il compito di rinforzare la squadra senza compiere spese inutili su uomini inutili.

Il botto è arrivato all'ora di pranzo da Bergamo dove l'Atalanta ha suonato la nona all'Inter nel senso che ha segnato 4 gol dopo aver creato 9 nitide occasioni. Una lezione di gioco, schemi e fisicità in un campo infido per il maltempo. Per Gasperini, a suo tempo licenziato cinicamente da Moratti, una rivincita spaziale. La sua squadra ha disputato una partita perfetta tranne che in fase di realizzazione. Troppi i gol falliti, specie nel primo tempo, in parte per i clamorosi errori di Ilicic e compagni, in parte per le strepitose parate di Handanovic. Eppure a inizio ripresa gli uomini di Spalletti, dopo aver rischiato la goleada nel primo tempo, erano riusciti a pareggiare la perla di Hateboer con il rigore di Icardi. Un lampo e basta. Poi l'Atalanta ha ripreso il comando delle operazioni riuscendo ad allungare grazie a due gol di testa su palla inattiva con Mancini (alla terza rete consecutiva) e Djimsiti. Di Gomez il sigillo nel recupero.

Atalanta super, forse la migliore della stagione, alla quarta affermazione consecutiva con 14 gol all'attivo. Ma Inter pessima, in difficoltà con il Barcellona, addirittura travolta a Bergamo. Le crepe, già viste in Champions League, si sono acuite. "Problema di concentrazione", ha detto Spalletti che ha fatto il verso a Di Maio nelle interviste con i giornalisti: "Facile parlare a cose fatte, datevi da soli le risposte". Intanto un dato statistico: la difesa non può fare a meno di De Vrji, lasciato colpevolmente in panchina. Quindi una considerazione di maggior respiro sul turn-over, estremamente limitato rispetto a Juventus e Napoli. Per ultimo una critica ai due terzini, D'Ambrosio e Asamoah che hanno perso costantemente i duelli con Gosens e Hateboer. E mai Spalletti a cercare un rimedio. C'è anche lui quindi in questa pesante battuta d'arresto che chiude la striscia positiva di 7 vittorie di fila. Per sua fortuna, e dell'Inter in particolare, la Lazio non è andata oltre il primo pareggio stagionale con il Sassuolo e il Milan ha raccolto le briciole con la Juventus. In recupero, invece, la Roma che ha tramortito la Sampdoria all'Olimpico.

Ora spazio alla Nazionale con le scelte sorprendenti di Mancini che ha convocato lo sconosciuto Grifo (1 gol in 23 partite) o Lasagna (2 gol in 12 turni) invece di Belotti in ripresa e con ben altre prospettive. Senza coerenza.

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Published

By Filippo Grassia



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