La costruzione di un nuovo oleodotto nel golfo di Exmouth desta preoccupazione per la salvaguardia di un sito UNESCO in Australia: la barriera corallina di Ningaloo.
Una delle barriere coralline più incontaminate del mondo, Ningaloo Reef, potrebbe essere in pericolo. La costruzione di un nuovo oleodotto nel golfo di Exmouth suscita preoccupazione per la salvaguardia dell'ecosistema tra ecologisti e membri della comunità locale, ritengono che il progetto potrebbe mettere a repentaglio l'intero ecosistema.
La barriera corallina di Ningaloo, un sito patrimonio UNESCO dal 2011, si trova a circa 1200 Km a nord di Perth. Speculare alla ben più nota Great Barrier Reef in Queensland, a differenza della Grande Barriera Corallina questa piccola barriera (260 km) è molto vicina alla costa e raggiungibile a nuoto.
"Subsea 7 ha intenzione di costruire una struttura di assemblaggio di 500 ettari, per le tubature del gas e una struttura di lancio a Heron Point, nelle profondità del golfo di Exmouth, nel 2020"
Ningaloo Reef ospita migliaia di specie animali marine come squali, balene, dugonghi, tartarughe, delfini e coralli ancora non colpiti dal fenomeno dello sbiancamento che invece interessa la Grande Barriera Corallina.

Nel tempo sono state implementate politiche di gestione che hanno favorito uno sviluppo sostenibile del turismo, la fonte primaria di economia della zona, che ha creato un boom ma nel rispetto dell'ambiente.
Tutto questo però potrebbe cambiare: la compagnia inglese Subsea 7 ha proposto un piano per la costruzione di un oleodotto per l'industria petrolifera e del gas nel golfo di Exmouth, poco distante da Ningaloo.
In questa zona ci sono già diverse piattaforme di varie compagnie petrolifere, i cui bagliori sono visibili dalla costa, come conferma ai microfoni di SBS Italian la giornalista Donatella Bono.
La novità è che secondo alcuni il progetto presentato da Subsea 7 cambierebbe le carte in tavola intervenendo nel golfo di Exmouth in modo troppo invasivo, spiega Bono (ascolta il servizio nell'audio player sotto il titolo).
"Subsea 7 ha intenzione di costruire una struttura di assemblaggio di 500 ettari, per le tubature del gas e una struttura di lancio a Heron Point, nelle profondità del golfo di Exmouth, nel 2020".
Il progetto prevede la costruzione di una ferrovia di diversi chilometri per trasportare le tubature in acciaio, e l'impianto di una struttura di lancio di 380 metri in cemento che attraverserà la spiaggia e passerà sotto la barriera corallina a 6 metri di profondità.
Le tubature di acciaio lunghe 10 chilometri, dopo aver superato la Ningaloo Reef, verranno fissate con delle catene fino a raggiungere le piattaforme fuori dal golfo di Exmouth, attraversando di fatto tutto il parco marino.

La proposta di Subsea 7 rischia di mettere in pericolo, secondo gli attivisti della zona e alcuni membri della comunità, l'equilibrio dell'intero ecosistema.
Lo scrittore australiano Tim Winton, un autore culto di romanzi ambientati lungo la costa ovest d'Australia, vive nella zona e la racconta così: "Un ambiente estremamente arido, con una lunga penisola rossa e rocciosa, ai due lati ci sono da una parte la barriera di Ningaloo, una meraviglia fatta di coralli, e dall'altro l'Exmouth Gulf."
Un'area che è 50 volte quella del porto di Sydney e che costituisce uno dei pochi estuari ancora intatti al mondo, il Golfo di Exmouth forma con la barriera corallina di Ningaloo un ecosistema organico: "La barriera corallina di Ningaloo si mantiene sulla flora e la fauna che abita il golfo, che in un certo senso ne costituisce un vivaio di risorse" racconta lo scrittore.
Tim Winton è uno dei volti di Protect Ningaloo, un'organizzazione di volontari che da anni si batte per la salvaguardia dell'ecosistema della zona.
Winton spiega che, diversamente da quel che succede per la Grande Barriera Corallina, l'attenzione dei media nazionali sulla vicenda è piuttosto limitata, quindi la ragione che ha permesso a Ningaloo di rimanere intatta è anche la ragione per cui la vicenda rischia di essere dimenticata.
Jeremy Tager è il coordinatore della campagna Protect Ningaloo. Secondo lui sono due le minacce principali del progetto: una è costituita dalla costruzione stessa del gasdotto, che non solo avrebbe un impatto sulla costa, ma di fatto dragherebbe il fondale marino, e l'altra è l'industrializzazione della zona, con la costruzione di un porto e di conseguenza l'aumento del traffico delle navi.
"E chiaro che se il progetto di Subsea 7 fosse approvato, l'incremento delle attività industriali danneggerebbe non solo l'Exmouth Gulf ma anche Ningaloo"
Secondo Tim Winton su questa vicenda c'è una certa 'connivenza' delle autorità locali; la promessa di 120 posti di lavoro a tempo pieno, che la compagnia ha assicurato, ha il suo peso su una comunità di 2500 abitanti.
Dall'ufficio del Ministro dell'Ambiente del Western Australia, Stephen Dawson, giunge conferma del fatto che il progetto è al momento sotto revisione.

Infatti, dopo una consultazione pubblica condotta nel novembre 2017, in cui 125 cittadini su 139 hanno richiesto che il progetto fosse sottoposto ad una perizia di esperti, il ministero ha incaricato l'Environmental Protection Authority (EPA) del Western Australia di verificare che non danneggi la flora e la fauna locali, oltre a rispettare i luoghi della zona che hanno significato per la popolazione aborigena locale.
"La barriera rappresenta la meraviglia e le possibilità della vita stessa, la bellezza e la speranza per il futuro. Ricarica lo spirito in un mondo così fortemente industrializzato... è inestimabile avere un luogo così incontaminato e pieno di vita" Tim Winton
Come ci ha assicurato l'EPA, il rapporto ha la massima importanza per il dipartimento; in genere questi documenti non sono di dominio pubblico, ma, come ci hanno confermato per iscritto, vista la 'sensitive nature' del progetto a breve sarà anche indetta una seconda consultazione pubblica, non appena il Public Environmental Review Document sarà pubblicato sul sito dell'EPA.
Nel momento in cui le consultazioni pubbliche saranno concluse e i lavori dell'EPA ultimati, il Ministro per l'Ambiente dovrà prendere una decisione sulla proposta di Subsea 7.
Il geologo e ricercatore dell'Australia Council Fabio Capitanio ci ha spiegato che oltre all'isolamento della zona, che ha permesso di conservare l'equilibrio della barriera corallina, Ningaloo si trova in una zona di correnti marine molto favorevole, "un piccolo gioiello che potrebbe avere un impatto molto più importante a lungo termine della Great Barrier Reef".
Secondo il ricercatore, il progetto di Subsea 7 potrebbe mettere a rischio questo ecosistema: "Le zone in cui esistono le condizioni per la formazione dei coralli sono le stesse in cui sono disponibili giacimenti di petrolio, quindi la vicinanza dei coralli a questi impianti crea una situazione critica".
"Un piccolo gioiello che potrebbe avere un impatto molto più importante a lungo termine della Great Barrier Reef" Fabio Capitanio
Parole che fanno eco a quelle di Tim Winton, che nel descrivere Ningaloo dichiara: "la barriera rappresenta la meraviglia e le possibilità della vita stessa, la bellezza e la speranza per il futuro. Ricarica lo spirito in un mondo così fortemente industrializzato... è inestimabile avere un luogo così incontaminato e pieno di vita".
SBS Italian ha contattato la compagnia petrolifera Subsea 7, che non ha voluto rilasciare finora dichiarazioni.
Mentre si attendono i risultati dell'analisi dell'EPA, la speranza è che in questa vicenda possa trovarsi un compromesso tra la conservazione dell'ambiente naturale di Ningaloo e lo sviluppo economico della zona.





