Settembre del 2014 è un mese memorabile per i Giovani Australiani dell'Anno Nicholas Marchesi e Lucas Patchett: proprio allora i due amici decidono di intraprendere un'avventura che poco più di un anno più tardi li porterà sotto i riflettori d'Australia. In quel mese parte Orange Sky Laundry, un servizio di lavanderia mobile per i senza tetto.
Un'idea partita con pochi mezzi: due lavatrici, due asciugatrici, un vecchio furgone ribattezzato Sudsy e tanto entusiasmo.Orange Sky prende il suo nome da una canzone di Alexi Murdoch dallo stesso titolo, che ha ispirato i due fondatori.
Dal settembre del 2014 Orange Sky ha lavato 70 mila chili di biancheria e nel giro di pochi mesi il servizio è stato esteso a Melbourne, Sydney e nella Gold Coast, impiegando oltre 270 volontari in 36 località diverse.
"As I gave Grant back his clean clothes, he told me something that I'll never forget... in the last three days, I actually haven't spoken to anyone"
L'inizio è stato avventuroso, ma il successo immediato ha permesso di pensare in grande.
I furgoni costano 100mila dollari per essere messi a punto con due lavatrici da 10 kg e asciugatrici, che permettono di lavare 20 kg di vestiti all'ora.
In più l'energia elettrica è fornita da un generatore che viene trainato dal furgone e permette di fermarsi in qualsiasi posto.Dal primo vecchio van alla mini flotta da 7 veicoli, dal sogno di due ragazzi al coinvolgimento di oltre 270 volontari, sponsor e donazioni.
E ora con il titolo, per la prima volta condiviso da due persone, di Giovane Australiano dell'Anno, la possibilità di farsi conoscere ancora di più e di esportare l'idea anche fuori dall'Australia.
Una prospettiva che non mette paura a Nicholas Marchesi, nipote di due italiani provenienti dalla Valtellina.
E un furgoncino di Orange Sky anche nel Bel Paese non è solo un sogno, ma un vero e proprio progetto per i due Young Australians of the Year.
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