Doveva essere un "momento per prendersi una pausa", e compilare il modulo online, seduti comodamente al proprio computer o usando il proprio smartphone o tablet: la "Census night" si è rivelata essere invece un "epic fail", che ha fatto rimpiangere a molti cittadini di non aver richiesto per tempo un modulo cartaceo.
Al di là della frustrazione condivisa sicuramente da moltissimi utenti collegati fino a notte fonda ai loro computer, del timore di prendersi una multa salata per un ritardo nella compilazione, e degli ironici commenti su twitter riuniti sotto l'hashtag #censusfail, la questione forse più pressante riguarda la sicurezza dei nostri dati.
"Non c'è stato nessun attacco o non come ce lo vogliono far credere. Il sistema ha collassato per l'incompetenza delle persone che hanno creato il server. La mancanza di fiducia non è per l'errore che hanno fatto ma per tutte le bugie che stanno dicendo adesso" SMS di un ascoltatore
Secondo l'Australian Bureau of Statistics il sito sarebbe stato oggetto di quattro attacchi da parte di hacker, o quattro "denial of service attacks", in italiano "negazione del servizio". Per capire di cosa si tratta, Susanna Burchielli ne ha parlato con l'esperto di tecnologia Marco Prayer.
La sera del Censimento vari ascoltatori hanno visitato la nostra pagina Facebook per raccontare delle loro disavventure e della loro frustrazione.
Oggi abbiamo aperto la diretta al 1300 799 626 proprio per parlare delle vostre reazioni a quel che è accaduto martedì sera: se siete riusciti a compilare il censimento... vi preoccupa la sicurezza dei vostri dati personali? E se invece non ci siete riusciti... che opinione vi siete fatti di tutta la macchina organizzativa del censimento? Ecco le vostre reazioni.