Nato a Gorizia il 29 gennaio del 1927, trascorse la sua giovinezza a Fiume, città che amava. La guerra, come accaduto a molti dalmati, lo obbligò a lasciare la sua città natale e trasferisri, come rifugiato, a Milano. In un certo senso sarebbe stata per lui, e per gli amanti della musica lirica, una fortuna. Cresciuto in una famiglia di musicisti (“mio padre suonava il violino e aveva una anche una bella voce”, ricorda in questa intervista) vinse il concorso che gli permise di iscriversi al Conservatorio Giuseppe Verdi dove studiò accanto ad alcuni nomi famosi della lirica come quello di Giuseppe Di Stefano. Nel 1951 debuttò Nella Norma iniziando una lunga carriera che lo portò a cantare in alcuni dei maggiori teatri europei. Alla Scala di Milano debuttò nel 1953 dove cantò regolarmente fino al 1965.

Durante una tournée in Israele per cantare nel Sansone e Dalila conobbe il giovanissimo Placido Domingo, con il quale divenne molto amico. Un giorno mentre nuotavano al largo di una spiaggia di Tel Aviv, Domingo e la moglie Marta furono risucchiati da una corrente e stavano per annegare. Bertinazzo trasse in salvo Marta, mentre i bagnini salvarono Placido Domingo. Il celebre tenore durante la sua tournée a Sydney nel 2013 ricordò l’evento ringraziando pubblicamente Bertinazzo.
Image
Bertinazzo, giovanissimo, sognava di potere un giorno visitare l’Australia. Nel 1961, durante una delle sue recite alla Scala, incontrò il soprano australiano Dame Joan Sutherland che lo incoraggiò a compiere il viaggio dal vecchio al nuovo continente ma lo avvertì ricordandogli che nel Western Australia non esiteva una compagnia d’opera. “Non importa. Se non c’è la fondo io”, rispose Bertinazzo. Cosa che fece dopo che nel 1966 si trasferì a Perth con la famiglia. Fondò la Western Australia Opera Company, oggi West Australia Opera, la seconda maggiore compagnia d'opera australiana dopo Opera Australia.

Per la sua attività di promozione dell’opera lirica e della cultura italiana in Australia è stato insignito del titolo Cavaliere Ufficiale dal governo italiano e dell’Australian Order Medal da quello australiano.
Uno degli aneddoti che i nipoti, nel dargli l’ultimo saluto hanno ricordato di lui, fu quello legato al suo matrimonio. Durante una tournée a Mauritius incontrò Joseé le Roy, anche lei cantante. Il padre di Joseé sospettoso del futuro genero, inviò un telegramma al sacerdote della chiesa che Bertinazzo frequentava chiedendogli che tipo di persona era e il prete rispose con un altro telegramma: “Giuseppe è un angelo”. La coppia ha avuto tre figli: Marie-Chantal, Michele e Stephane (la quale morì di cancro all’età di quattro anni), due nipoti e cinque pronipoti.
