Quando è partita per l’Australia ha lasciato un posto di lavoro sicuro e amici e familiari l’hanno guardata con un po’ di disapprovazione. Ma lei non si è fatta scoraggiare e ha lasciato l’Italia con l’idea di una lunga vacanza. Questa è la storia di Gabriella Scornavacche, cantante di origini siciliane, partita tre anni fa, quando lavorava in un'azienda sanitaria, mentre si esibiva in locali, feste e persino in televisione.
“È stato un colpo di testa – racconta Gabriella – all’inizio ho fatto un po’ di tutto e soprattutto ho cominciato a cantare gratis nei locali e poi anche come busker, con una radio portatile. Per me è stato un trauma ritrovarmi a cantare in strada, ma poi sono riuscita a farmi il mio giro e mi sono costruita questa piccola carriera inserendomi nelle agenzie locali”.
Certo per Gabriella, come per tutti i musicisti, non è stato facile. In Australia inizialmente c’è stato l’ostacolo della lingua e del fatto che dovesse farsi conoscere. “Nonostante avessi cantato in inglese per tutta la vita – aggiunge - è diverso cantare in inglese davanti ai madrelingua”.
In Italia poi era tutto più complicato. “I miei genitori all’inizio non mi hanno incoraggiato" spiega ancora. Negli anni si è sentita dire una serie di frasi quando si proponeva per concerti dal vivo, come: “Il locale era pieno, ma hanno consumato poco”, o “Ti faccio suonare nel mio locale, ma quanta gente mi porti?”, oppure ancora “Sei brava, ma non conosci le persone giuste”.
La sua passione è iniziata da piccolissima, da quando intratteneva amici e parenti, poi a partire dai 16 anni la sua è diventata pian piano una professione. Si è iscritta ad un'accademia di musica, dove ha studiato danza, canto e recitazione. “Sono sempre stata fortemente ispirata dalla musica italiana – dice – e Mina è per me la cantante per eccellenza”.
