Il sogno nel cassetto di Marcello è quello di vedere i nipotini crescere e diventare dei bravi giovani italo-australiani.

Ascoltiamo la quarta ed ultima parte della sua storia

“Non si tradiscono le proprie origini. Io rimango nel cuore sempre di più un italiano”
L’Italia ha conquistato il mondo in molti campi. Marcello Costa ritiene tuttavia che sarebbe desiderabile che lo Stato Italiano faccia di più per mantenere la sua posizione di grande potenza culturale ed economica mondiale e, da italiano all’estero, si sente un po' responsabile per non aver dato un maggiore contributo. Marcello ritorna sul tema della religione, che riveste un’importanza fondamentale, ma ritiene che guardi troppo alla vita dopo la morte. Preferirebbe immaginare una religione che guardasse piuttosto alla vita prima della morte, che desse la visione di un futuro compatibile con la vita terrena. Marcello non crede nella continuazione della vita dopo la morte. Come tutti gli esseri umani, pensa che sia un "peccato" morire, perchè questa vita, nonostante tutto, è misteriosamente meravigliosa.

"Sono una persona intollerante all’intolleranza che sta avvenendo nel mondo"
L’Italia e l’Europa laica sono al centro dell’attenzione di Marcello Costa che ammette la sua durezza e intransigenza nel difendere una cultura ottenuta grazie a tante lotte.

"La religione è importante, ma nessuna religione è in grado di dare le risposte di cui l’umanità ha bisogno”
Nel corso dell’intervista, Marcello Costa tocca nuovamente il tema del suo rapporto con Dio e la sua religiosità laica basata sull’umiltà. Conclude affermando che la fortuna di vivere in tre continenti diversi gli ha permesso di capire che ogni paese ha i suoi usi e costumi, senza che uno sia inferiore o superiore all’altro.

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