“Il viaggio per l’Australia è durato 33 giorni ed è stata una esperienza bruttissima. La nave ballava da tutte le parti e faceva acqua.”

Clely Quaiat Yumbulul è la nostra protagonista di “Una vita, Una Storia”, che affida il proprio destino al lancio di una monetina. Il caso aveva già deciso diverse volte per lei. E allora perchè non lasciare decidere agli eventi? Nata a Trieste nel 1942, Clely giunge in Australia il 27 aprile del 1954 all’età di 12 anni e oggi, a 75 anni appena compiuti, vive felicemente a Gove, nel territorio del Nord, con il marito aborigeno Terry Yumbulul e la sua famiglia aborigena .

Clely e Terry Yumbulul

Clely e Terry Yumbulul nella loro piscina personale a Wigram Source: Courtesy of Clely Yumbulul

Ascoltiamo la prima parte  della sua storia

Clely Quaiat Yumbulul
Clely con papà Nino Source: Courtesy of Clely Yumbulul
“Prima di partire ci hanno mostrato un film sull’Australia intitolato "Kangaroo" dove tutto quello che si vedeva era il deserto del centro Australia durante il periodo della siccità e una baracca in mezzo al deserto con una famiglia che cresceva del bestiame. Alla fine del film si vedevano i canguri saltare sotto la pioggia.”

Nella prima parte della storia Clely parla di quell’idea di emigrare in Australia che si annida come un tarlo nella testa e nel cuore di suo padre, che lavora nelle cave, ma senza alcuna prospettiva per il futuro, ma che è una vera follia per sua madre.A scoraggiarla ancora di più provvede il film intitolato “Kangaroo” ambientato nel centro dell’Australia, i cui protagnonisti sono il deserto, la siccità, la terra rossa e i canguri, tanti canguri. E poi finalmente la pioggia provvidenziale e tutti fuori felici di poter fare una doccia. “Non mi porterai mai in un posto come quello”, dice la madre a suo padre. Saranno le ultime parole famose: il tempo di sbrigare i documenti e si ritrovano sulla nave “Toscana”,  una nave di infima categoria sulla quale vivranno per ben 33 giorni, mantenendosi in bilico, aggrappati l’uno all’altro, con un mare continuamente mosso, pezzi di lamiera che si staccavano dalla nave e con la sensazione di essere in balia delle onde. La madre teme più di una volta di non giungere a destinazione.

Clely Quaiat Yumbulul
Ester e Nino Quaiat Source: Courtesy of Clely Quaiat Yumbulul
“Il 27 aprile, giorno della partenza dall’Italia verso l’Australia è stampato in testa . Ogni anno in questo giorno, mia mamma tagliava la polenta con il filo nero”

Clely invece è più fortunata della mamma: la spensieratezza dei suoi dodici anni non le fa vedere il pericolo e prende ogni cosa come un gioco.  Arrivano a Fremantle da cui vengono trasferiti a Boneghilla, il campo di prima accoglienza. Vi rimarranno tre settimane: un periodo abbastanza lungo per farle odiare l’odore nauseante della carne di pecora, piatto fisso nel menù giornaliero. A Boneghilla offrono al padre alcune possibilità di lavoro: il regolamento prevede che se ne possono rifiutare solo le prime due, la terza bisogna accettarla: gli assegnano Adelaide. Si trasferiscono ad  Adelaide dove la piccola famiglia segue il percorso naturale: dopo qualche anno, con l’acquisto della casetta, la sensazione di aver trovato il proprio posto al sole.

Clely Quaiat Yumbulul
Clely e Terry Yumbulul nel 2014 in una cerimonia aborigena Source: Courtesy of Clely Quaiat Yumbulul

“Da Freemantle siamo andati a Melborne dove ci hanno caricati su un treno e portati al campo di concentramento militrare di Bonegilla.”

Clely va a scuola. Ma non per molto. Sposa a soli 17 anni un giovane triestino, che fa il carpentiere, avranno due figli, Erica e Sandro, e vivranno in posti diversi, ma sempre con il senso della precarietà e della temporaneità. Clely non è contenta. Un giorno fa un gioco con la figlia: lanciano una moneta sulla mappa dell’Australia..... si sarebbero trasferiti sul posto esatto dove si sarebbe posata la moneta. La monetina si posa su una missione. Clely telefona chiedendo se avessero bisogno di un carpentiere. La risposta è positiva. Comincia la loro nuova avventura. Il marito però non si comporta secondo le regole della missione. In particolare beve alcolici, cosa assolutamente vietata. Il matrimonio va in crisi. Qui Cleley conosce un giovane aborigeno, Terry, con il quale nasce una bella relazione di amicizia: lui le parla di leggende e di storie del suo popolo, lei della sua Trieste.

Clely Quaiat Yumbulul
Clely e Terry Yumbulul Source: Courtesy of Clely Quaiat Yumbulul

“Da quando sono arrivata in Australia, ancora oggi, non posso mangiare carne di pecora perchè quello era tutto quello che ci davano in campo. Solo menzionare la parola pecora, mi torna in mente l’odore di quel mangiare.“

Clely con i figli Erica e Sandro si trasferisce a Darwin, e Terry  la segue. Clely divorzia dal marito triestino e sposa il giovane aborigeno. Sono ancora insieme. Come mai parla così bene l’italiano? Lo ha studiato a scuola prima di venire qui, a casa parlava solo il dialetto. Sua figlia Erica parla e scrive l’italiano e l’aborigeno mentre Sandro, che preso il cognome del padre adottivo, parla prevalentemente l’aborigeno, l’inglese e un pò di triestino. Clely lavora come commessa in negozi, come autista per una ditta di trasporti e in amministrazione e ora si occupa di un centro si assistenza sanitaria a Gove.

Clely Quaiat Yumbulul
La famiglia Yumbulul - Da sinistra la nipote Elena, la figlia di Clely, Erica, il nipote Vincent e la nipote Marina Source: Courtesy of Clely Quaiat Yumbulul

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Published

By Luisa Perugini


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