La prossima tornata elettorale italiana è la terza dal 2006 nella quale ai residenti all’estero è concesso di votare.
L’intero globo ad inizio anni 2000 è stato diviso in quattro ripartizioni, che comprendono zone disparate, soprattutto per quanto riguarda la circoscrizione dell’Australia. Africa, Asia, Oceania e Antartide in un unico blocco, con delle sproporzioni numeriche tra votanti assolutamente enormi.
Che speranze ha un candidato che non riesca ad essere appetibile all’elettorato australiano di venire eletto, considerato che si vota con il proporzionale?
I numeri non aiutano l'ipotetico outsider.
Prendendo in esame i dati delle ultime elezioni del 2013, scopriamo che gli aventi diritto al voto per la Camera iscritti all’AIRE sono stati 328.788, anche se la percentuale di astenuti poi è risultata astronomica, quasi il 70%.

L’Australia ha al suo interno un terzo dell’elettorato, con 110.908 elettori.
Segue il Sud Africa, distaccato però di parecchie decine di migliaia di persone con 25.538.
Troviamo quindi Israele in terza posizione, con 8678 iscritti all’AIRE, poi Cina, Emirati Arabi ed Egitto tra i 4000 e i 3000 votanti.
Il resto dei Paesi della circoscrizione, 92 su 97, mette insieme 172.609 elettori. I numeri individuali sono curiosità statistiche, come i 3 iscritti all’AIRE in Corea del Nord, 2 a Palau e 10 in Gambia, nonché 26 Paesi dei quali non si ha neppure una cifra ufficiale.
Per il 2018 il numero di nazioni incluse nella ripartizione è passato da 97 a 93.
