Il reporter Gabriele Del Grande era stato fermato il 9 aprile scorso in Turchia, in una zona al confine con la Siria dove stava realizzando alcune interviste per un libro al quale sta lavorando.
Proprio le sue ricerche sembrerebbero essere stato il motivo della detenzione: il libro che Gabriele sta scrivendo, dal titolo "Un partigiano mi disse", si incentra sulla guerra in Siria e sulla nascita dell'ISIS "raccontate attraverso l'epica della gente comune", come lui stesso aveva scritto in occasione della campagna di crowdfounding per il finanziamento del progetto.
Ne abbiamo parlato con il fotoreporter Piero Castellano.
Gabriele Del Grande è conosciuto per il suo documentario "Io sto con la sposa", di cui parlammo in occasione della proiezione in Australia al Lavazza Italian Film Festival. Il progetto su cui sta lavorando al momento prevedeva, secondo i piani, sei mesi di viaggi (tra Turchia, Libano, Siria, Iraq, Tunisia e Libia) e sei mesi di scrittura.
“Evidentemente Gabriele Del Grande si trovava in una zona sensibile, al confine della Siria, e stava lavorando su un progetto molto delicato (...) è probabile che l’arresto fosse un monito ai giornalisti stranieri” Piero Castellano
Nella giornata di ieri il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano ha dato notizia della liberazione di Gabriele Del Grande su Twitter, pubblicando poi la foto dell'arrivo in Italia di Gabriele.
