Dopo 563 giorni trascorsi in carcere, il Tribunale di Melbourne ha pronunciato la sentenza per Elisa Salatino, una quarantenne di Bari che era stata arrestata il 13 febbraio del 2017 all’aereoporto di Tullamarine.
La donna è stata condannata a 10 anni di carcere, e dovrà scontarne 6 prima di poter accedere alla libertà condizionale.
Alla pena va sottratto l’anno e mezzo già trascorso in carcere, che la porteranno a rimanere nel penitenziario femminile Dame Phillis Frost per almeno 4 anni e mezzo. Il massimo della pena per il reato del quale era accusata è l’ergastolo e una multa di oltre un milione di dollari.
La donna era andata a processo il 28 marzo scorso, dopo essersi dichiarata innocente e aver sostenuto di non essere stata a conoscenza del contenuto illegale nascosto nel suo bagaglio.
Nel doppiofondo della sua valigia erano stati trovati 3 pacchetti dal peso di oltre cinque chili, che le successive analisi hanno rivelato contenere 4,5 kg di cocaina pura.
“Eri fragile e vulnerabile, ma le tue azioni sono state negligenti”. Giudice Lawson
“I fatti del caso” - ha dichiarato la giudice Irene Lawson durante la lettura della sentenza - “sono abbastanza semplici. (Elisa Salatino) è arrivata a Tullamarine da Fiumicino via Dubai. Ha ammesso alla dogana di aver fatto lei stessa la valigia e di voler rimanere solo sette giorni in Australia”.
Durante il controllo in aereoporto, ha continuato la giudice, la donna ha avuto bisogno di aiuto da parte del doganiere per sollevare la valigia ed ispezionarla.
Nella lettura della sentenza sono state riconosciute diverse attenuanti, che hanno evitato all’insegnante di sostegno per disabili di Bari il massimo della pena. Le è stato riconosciuto il ruolo di corriere ma non di membro centrale dell’organizzazione che ha pianificato il trasporto e la distribuzione della droga.
Il passato di Elisa Salatino è stato preso in considerazione dal Tribunale di Melbourne, a partire dal matrimonio violento che è sfociato in violenza domestica.

Otto mesi prima dell’arresto la donna aveva conosciuto Giuseppe Morea attraverso il fratello Carlo. L’uomo, dopo avere instaurato un rapporto di amicizia le avrebbe proposto di fare un viaggio a Melbourne di una settimana, tutto spesato.
Il problema del passaporto scaduto, ha continuato la giudice Lawson nella ricostruzione dei fatti in tribunale, è stato risolto con insolita velocità in due giorni grazie all’aiuto di Morea, che il giorno della partenza ha accompagnato Elisa in aereoporto a Fiumicino.
Dopo una pausa in un autogrill, un terzo uomo si aggiunge alla comitiva. Viene chiamato “il ragioniere” e provvede alla sostituzione della valigia vecchia con quella con il doppio fondo segreto.
“Sei ingenua e sei stata sfruttata per il traffico di stupefacenti” Giudice Lawson
Effettuato il cambio, gli accompagnatori della donna la mettono su un taxi per farla arrivare da sola in aereoporto a Fiumicino.
Nella lettura della sentenza, le azioni di Salatino sono state definite “reckless”, incoscienti, pur ammettendo che fosse plausibile che la donna non conoscesse né il valore né il peso della cocaina trasportata.
Nella motivazione della sentenza a dieci anni, è stato riconosciuto che la motivazione principale era quella di voler fare una vacanza pagata in Australia e che non è stata trovata nessuna prova su altri tipi di pagamento futuro per il suo ruolo da corriere.
Tenendo in considerazione la sua condizione psicologica, la giudice ha convenuto che la sua capacità di giudizio al momento della partenza fosse compromessa e ha valutato il caso come eccezionale, con pochi rischi che venga ripetuto in futuro.
