Il governo federale ha deciso di neutralizzare temporaneamente quello che era diventato un vero e proprio problema per i candidati della Coalizione nelle zone rurali, sospendendo per 6 mesi la cosidetta “tassa sui backpackers”.
Dal prossimo luglio, i turisti in Australia per vacanze-lavoro si sarebbero dovuti sobbarcare una tassa del 32% su ogni dollaro guadagnato, una prospettiva che aveva provocato forti reazioni nelle comunità agrarie e tra gli operatori turistici. Il timore, espresso a gran voce, era quello di vedere l’Australia ignorata come destinazione turistica a causa della tassazione svantaggiosa.
La vice ministro del Tesoro Kelly O'Dwyer ha annunciato la sospensione della tassa per i prossimi sei mesi, in attesa della revisione ministeriale condotta dal leader dei Nationals Barnaby Joyce. Il partito laburista ha descritto la mossa come inefficace, sostenendo che non impedirà ai backpackers di trovare più allettanti il Canada e la Nuova Zelanda come destinazioni lavorative.
Il portavoce per l’agricoltura dell’opposizione Joel Fitzgibbon ha dichiarato che l’annuncio è solo “una trovata per spostare il problema al di là delle elezioni”, mentre il frontbencher laburista Matt Thistlethwaite ha accusato il governo dell'ennesima retromarcia.
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