Il 4 gennaio del 1976, Mark Edmondson non scrisse solo una pagina indimenticabile dello sport nazionale, ma fu protagonista di una delle più grandi sorprese nella storia del tennis. Numero 212 del mondo, il 21enne di Gosford poteva contare su introiti economici in linea col suo ranking, e in un periodo senza impegni sul campo si ritrovò a sbarcare il lunario con un lavoro part-time, impegato come uomo delle pulizie in un ospedale.
Un’esperienza che portò la stampa australiana a soprannominarlo “the janitor”, il bidello.
Between October and December there weren’t any tournament to play, here. So I took on a job at a hospital were my sister was nurse as a bit of a cleaner. So we did floor polishing, or wash windows, or whatever... not really a janitor.
All’epoca, i 15 migliori tennisti australiani (tra quelli non ammessi direttamente in tabellone) si affrontavano in una serie campionati statali, attraverso i quali la Federazione metteva in palio gli inviti per gli Australian Open. In quel 1975, però, non tutti risposero alla chiamata, e fu solo grazie al forfait di altri colleghi che Tennis Australia bussò alle porte di Edmondson. Passate le selezioni, nel primo turno del torneo Eddo recuperò uno svantaggio di 2 set ad uno contro l'austriaco Peter Feigl. Quindi batté in 4 set Phil Dent, che era stato finalista a Melbourne nel '74 e aveva vinto il doppio nel '75. Poi, al terzo turno, ebbe la meglio sul neozelandese Brian Fairlie, e nei quarti piegò Richard Crealy, altro ex finalista del torneo. Un percorso che sorprese tutti, a partire dallo stesso Eddo.
I didn't enter the tournament thinking I could win it, I did not have the experience against all these world class players. Everybody I was playing was better than me. So maybe you dream you can win it, but not necessarily think you can win it
In semifinale l'asticella si alzò ancora, e sull’erba di Kooyong Mark Edmondson si trovò di fronte una leggenda vivente come il 41enne Ken Rosewall, che in carriera aveva conquistato 8 titoli dello Slam ed appena un anno prima era stato finalista di Wimbledon. Eddo fece valere la sua maggiore potenza e si impose in quattro set: 6-1 2-6 6-2 6-4.
La finale si giocò il 4 gennaio 1976, in una giornata talmente ventosa che il giudice dovette sospendere il match a causa delle fortissime raffiche. Eddo non partiva certo favorito contro il numero 6 del mondo, un altro totem dello sport nazionale come John Newcombe. Il 31enne di Sydney, che di titoli Slam ne aveva vinti 7, era il campione uscente agli Australian Open e in tutto il torneo non aveva ancora perso un set. Per di più si aggiudicò anche il primo parziale, prima di arrendersi all’esuberanza di Edmondson. L’outsider vinse in rimonta per 6-7, 6-3, 7-6, 6-1, aggiudicandosi “la battaglia dei baffi” e portando a casa il titolo degli Australian Open.
L’imbarazzo di Eddo emerse immediatamente dopo la partita, quando durante la premiazione fece cadere la coppa e davanti ai microfoni mostrò tutta la sua timidezza. Poi, a giochi fatti, il tennista di Gosford tornò in tram a casa degli amici di famiglia che lo ospitavano a Melbourne e si sottopose ad un servizio fotografico improvvisato, lanciando secchio e spazzolone dalla finestra, come a dire: "Ve lo do' io il bidello".

In quegli anni gli Open toccarono il punto più basso della loro storia: il torneo iniziava subito dopo Natale e il montepremi assicurava al vincitore 7500$ (al netto della rivalutazione monetaria, oggi il Djokovic di turno intasca 30 volte tanto). Perciò molti campioni preferivano svolgere la preparazione nell’emisfero nord e saltavano la trasferta down under: nel dicembre 1975 nessuno dei primi 5 della classifica (Connors, Vilas, Borg, Ashe e Orantes) si presentò ai nastri della manifestazione. La concorrenza era insomma prevalentemente interna, ma se l’Australia vantava ancora 4 tennisti tra i primi 20 del mondo, la generazione d'oro dei Laver e dei Rosewall era alle soglie del ritiro.
Questa serie di fattori spiegano il dominio dei giocatori di casa perché, oltre al successo di Eddo, nel 1976 John Newcombe e Tony Roche vinsero il doppio battendo in finale altri due australiani, Ross Case e Geoff Masters. E fu tutto australiano anche l'albo d'oro femminile, con Evonne Goolagong capace di aggiudicarsi il singolare e il doppio, quest'ultimo in coppia con Helen Gourlay.
Quell’exploit non fece entrare Edmondson nel gotha del tennis, ma la sua carriera si sviluppò in modo più che dignitoso: Eddo vinse altri 5 titoli del circuito, arrivò due volte in una semifinale Slam (agli Australian Open ‘81 e l’anno seguente a Wimbledon) e nel 1982 salì al 15mo posto della classifica. A 40 anni di distanza, Mark Edmondson rimane insomma l'ultimo australiano ad essersi aggiudicato gli Australian Open, ma soprattutto il tennista con la classifica più bassa ad aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Un record, quest’ultimo, che resiste da quattro decenni e che probabilmente è destinato a durare ancora molto, molto, a lungo.
You can't say it would never happen, but I think it'd be nearly impossible. I just can't see someone coming from never having played these people before, to suddenly beat them all, especially all in one tournament.
