Un aspetto dell'Australia al quale gli immigrati nati nell'emisfero boreale non si abitueranno probabilmente mai è l'iconografia del Natale.
Gli abeti, le renne, i pupazzi di neve e Santa Claus intabarrato nel pellicciotto biancorosso stridono tremendamente con un Paese nel quale Natale fa rima con infradito, spiagge e costumi da bagno.
Quelle immagini rappresentano un promemoria: le tradizioni non solo non nascono da queste parti, ma sono state importate un po' alla cieca e non sono state neanche processate.

Un'usanza più tipicamente anglosassone e che gli australiani hanno interiorizzato e reinterpretato a modo loro è invece quella di addobbare le case private con le luminarie natalizie.
Complice lo spazio a disposizione - al quale in questi ultimi due anni s'è aggiunto anche una buona dose di tempo libero - i giardini di molte abitazioni si trasformano in piccole attrazioni per i vicini di quartiere.
La tradizione in realtà nasce circa un secolo fa a New York, quando Albert Sadacca, un immigrato di origine spagnola allora appena quindicenne, dopo un incendio provocato da alcune candele appese su un albero suggerì di sostituirle con le luci elettriche, tra l'altro prodotte dall'azienda della sua famiglia.

La fabbrica dei Sadacca, godendo il successo nel nuovo business delle luci di Natale, qualche anno dopo propose alle altre concorrenti di partecipare ad una competizione, che presto si estese alle famiglie della Grande Mela, quindi da lì a tutti gli Stati Uniti e arrivò presto anche in Australia.
Dove è stata adottata e ha preso piede in forme sconosciute anche agli stessi americani. Cioè fino a superare la dimensione di fenomeno di costume e assumere quello di tradizione tour court.

Essendo diventate un motivo di richiamo che va oltre i residenti dei quartieri periferici, le case illuminate si sono trasformate nel tempo anche in un mezzo per fare del bene.
Quest'anno, per esempio, Jeremy e Lorraine Stevenson - una coppia del Western Australia hanno addobbato la loro casa di Albany con 420,000 lucine di Natale.
Un allestimento su un'area di 2,500 metri quadrati per raccogliere fondi da destinare alla ricerca sulla fibrosi cistica.
Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti.
Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.
Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo www.sbs.com.au/coronavirus.
