Sembra che il Governo australiano sia ritornato sui propri passi, almeno rispetto alle mosse dell’ultimo anno durante il quale abbiamo visto un incremento della tassa sul visto di 20 dollari nel luglio 2015 e la proposta di imporre tasse molto elevate ai detentori di questo visto, addirittura su tutto il loro reddito (anche i primi 18.000 dollari che di solito sono esentasse per tutti).
Invece la proposta è quella di abbassare dal primo gennaio 2017 la tassa sul visto di 50 dollari (richiedere un WHV verrebbe a costare dunque 390 dollari). Sempre stando alla nuova proposta, le tasse da pagare sul reddito sarebbero del 19% almeno fino ai 37.000 dollari l’anno (poi si applicherebbero le aliquote normali previste per tutti). Attenzione però perché la superannuation che normalmente si ritira quando si lascia l’Australia potrebbe venire tassata quasi totalmente (la maggior parte dell’ammontare rimarrebbe dunque in Australia).
In compenso però il Governo ha deciso di aumentare il costo della Passenger Movement Charge, la tassa di uscita dal Paese, quindi sia i turisti che i residenti pagheranno di più il biglietto aereo. Il turismo è un settore incredibilmente in crescita negli ultimi anni e rappresenta un ottimo pozzo da cui attingere (solo nell’anno fiscale 2014-15 i turisti cinesi sono stati un milione e nel 2015-16 la stessa cifra si è raggiunta solo nei primi mesi). Parliamo di 5 dollari a persona che moltiplicati per le cifre attuali di turisti diventeranno per le casse dello stato un bel gruzzolo.
Per le altre novità in arrivo per Parents Visa, Work and Holiday Visa 462 per San Marino, e Temporary Short Visa vi rimandiamo all'intervista con l'agente di immigrazione Emanuela Canini.
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