
Molti ascoltatori ricordano il loro arrivo in Australia, la discriminazione, la diffidenza da parte del popolo ospitante, il trauma del confronto con una cultura e costumi diversi, la barriera linguistica. Carmelina, vittima di bullismo insieme ai suoi fratelli, ha capito ben presto che era imperativo acquisire la padronanza della lingua. Con diligenza e impegno è riuscita a completare 3 anni in uno. Carmelina sognava di diventare maestra elementare, ignara che ad attenderla c’era un’altra grande delusione. A causa di difficoltà finanziarie familiari dovette lasciare la scuola, mentre i suoi fratelli poterono continuarla. A 14 anni Carmelina ha trovato un lavoro, con rammarico, seppur felice di poter contribuire al bilancio della famiglia.
Ascoltiamo la seconda parte della sua storia.
“Ho messo i miei sogni di studiare nel cassetto e ho buttato la chiave”
Carmelina ha rinunciato agli studi e anche alla possibilità di diventare parrucchiera. La famiglia aveva bisogno del suo salario, subito. Ha fatto la commessa in un “delicatessen” italiano. Con stoicismo ha rinciato a dei sogni ma... ha cominciato a farne altri.

“Il sabato sera, con la scusa di giocare a carte con papà, i giovanotti venivano e portavano dischi con canzoni d’amore, e mamma e papà... tranquilli!!”

“Siamo stati sei mesi fidanzati, ma Salvatore stava seduto senza neanche toccarmi con un dito.”

Il lavoro di commessa nel “delicatessen” dà a Carmelina l’oppurtunità di fare molte conoscenze, tra cui Salvatore il “bellissimo ragazzo”, come lo definisce lei, conosciuto a 14 anni e sposato a venti, dopo 6 mesi di fidanzamento, sotto l’occhio vigile dei genitori.
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