
Ascoltiamo la sua storia
“Dopo due generazioni nate e cresciute in Egitto il destino ha deciso il nostro futuro.”
La famiglia Scotto di Perta fugge da Alessandria d’Egitto quando il governo nazionalista di Nasser caccia migliaia di europei nel tentativo di eliminare ogni traccia del protettorato britannico. Così, dopo ben due generazioni nate e cresciute in Egitto, la famiglia Scotto di Perta, come tante altre famiglie italiane, è costretta ad emigrare verso altri paesi. Certamente non in Italia, che sta vivendo la più grave crisi economica del secondo dopoguerra. La famiglia Scotto di Perta lascia decidere al destino il proprio futuro. Presenta la domanda di emigrazione in tre paesi: in Australia dove risiedono degli amici, in Venezuela dove il papà Vincenzo ha una sorella e in Argentina. Il primo Paese che avrebbe accettato la richiesta di emigrazione sarebbe diventata la nuova patria: il primo visto arriva dall’Australia.
“Per 30 giorni ai passeggeri vengono serviti spaghetti...ma in scatola”!
La famiglia s’imbarca sulla nave inglese “Otranto”. Il viaggio dura 30 giorni ed essendo una nave inglese, nessuno della famiglia capisce quello che dice l’equipaggio di bordo. La nave è ben attrezzata con giochi e divertimenti per i bambini e passatempi per adulti. Per 30 giorni ai passeggeri vengono serviti spaghetti...ma in scatola! Arrivati a Freemantle, durante la sosta, la giovane famiglia va in un ristorante italiano dove può finalmente gustare un bel piatto di pasta cucinata sul momento. Teresa ripercorre la sua vita in Egitto, che definisce spensierata e senza problemi. In Australia i primi tempi sono molto difficili soprattutto per il problema della lingua. Papà Vincenzo parla correntemente l’arabo e il francese e va a scuola serale per imparare l’inglese. Legge i giornali per essere informato, ma con accanto il dizionario francese, per essere certo di capire tutto.

In casa di amici italo-egiziani conosce Adamo, da poco arrivato dall’Italia
Con l’aiuto di persone amiche, la famiglia vive per un anno in uno stanzone con quattro letti, uno matrimoniale e tre per i bambini. Il balcone viene adibito a cucina e nel centro dello stanzone, un tavolo da pranzo. Vivere in un’unica stanza non è facile. Dopo un anno si trasferiscono a Leichhardt, quartiere di riferimento degli italiani. Teresa ricorda il negozio di un importatore di prodotti alimentari italiani che valgono tanto quanto l’oro. Dopo quattro anni e tanti sacrifici comprano finalmente una casa. La giovane famiglia si riunisce spesso a casa di amici italiani d’Egitto. Durante uno di questi incontri Teresa conosce Adamo, un giovane sarto abruzzese da poco arrivato in Australia, ma con l’intenzione di ritornare al suo paese. Ma non vi ritornerà!!

Non mancano le serate danzanti al Club Apia di Leichhardt
A Teresa piace molto ballare. Ha sempre una fila di ammiratori con richieste di ballo. Adamo, che non sa ballare, deve aspettare pazientemente per poterle stare accanto. Teresa ha 15 anni, Adamo ne ha 12 di più. Dopo due anni si fa coraggio e chiede ai genitori la mano di Teresa. “È troppo giovane”, gli dicono i genitori. L’amore è forte e non scoraggia Adamo, che finalmente l’avrà vinta: due anni dopo si sposano.
“La sclerosi multipla non ha fermato la mia vita”
A 39 anni Teresa viene colpita dalla sclerosi multipla. Il referto medico è inesorabile: Teresa deve rassegnarsi a finire sulla sedia a rotelle. È giovane e ha due bambini, Marco e Jacqueline, che hanno bisogno delle sue cure e delle sue attenzioni. Teresa reagisce con vigore per non permettere a questa malattia di fermare la sua vita. Con l’aiuto di suo marito vive una vita piena nonostante la sua disabilità, che combatte con una grande forza di volontà. Supera i brutti momenti della sua malattia pensando alle persone meno fortunate che stanno peggio di lei e si dichiara fortunata di aver trovato amici che le hanno arricchito la vita. Fino ad un anno fa si è presa cura della mamma 95enne, che ora è nella casa di riposo del Villaggio Scalabrini di Drummoyne.

“Dopo 50 anni di matrimonio fra lei e Adamo nulla è cambiato”
Teresa ha da poco compiuto settanta anni ed è ancora molto attiva nonostante la sua disabilità. Dice di essere talmente presa dalle tante cose che fa da non aver tempo di pensare a quello che ha. La sua energia viene dall’essere a contatto con le persone e da un marito il cui amore e sostegno non sono mai venuti meno. L’unica cosa che le manca è il ballo, ma la sua disabilità non le impedisce di uscire, ascoltare la musica e veder gli altri ballare perchè “il ballo è dentro di me anche se non posso muovere una gamba.” Dopo 50 di matrimonio fra lei e Adamo nulla è cambiato. Sono felici assieme e si vogliono ancora più bene: il loro è stato un vero amore e continua ad esserlo. A chi soffre di sclerosi multipla Teresa consiglia di stare sempre a contatto con la gente, di non pensare mai al dolore e di essere sempre positivi. Solo in questo modo lei è riuscita ad avere il sopravvento sulla sua malattia e non le ha permesso di intaccare il tipo di vita che aveva sempre sognato di avere.

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