
Ascoltiamo la sua storia
Mio padre è tornato in Italia dall’Australia e non voleva più tornarci perché non gli piaceva
Nato nel 1947 a Poggioreale, in provincia di Trapani, Leo è il primo di cinque figli. Abbandona gli studi dopo la quinta elementare, per lavorare prima in un panificio di famiglia e poi in campagna. Non vede alcuno spiraglio di luce davanti a sé per il suo futuro.
Il tarlo della fuga si insinua ben presto in lui e riesce ad attuarla grazie all'incoraggiamento di alcuni parenti già emigrati in Australia. La frase “Qui c'è molto lavoro” ha molta presa su di lui, ed equivale alla garanzia di un futuro.

La mia è stata una vita dura: a 11 anni avevo responsabilità sulle spalle, una responsabilità che a quei tempi veniva da bambini
A 17 anni, nel 1965, parte da solo alla volta di Sydney, dove abiterà con dei cugini. Ricorda ancora un episodio legato alla sua partenza, quando parenti e paesani gli danno così tanti pacchetti portare ad amici e parenti da riempire almeno due bauli.
Leo ignora il contenuto dei pacchetti, ma si sente tranquillo perché aveva avvertito tutti che in Australia non erano ammessi né cibo, né alcol. All'arrivo a Sydney, al controllo della dogana, non può credere ai propri occhi: i pacchetti contengono noci, formaggio, liquori. Abbastanza per farlo passare per contrabbandiere. Per fortuna se la cava con una grossa multa, ma la pratica viene mandata all'Ambasciata d'Italia a Canberra.

L’Australia mi è piaciuta dai primi giorni ed ho subito pensato che questa sarebbe stata la mia nazione
Con l'Australia è amore a prima vista. Non ha dubbi: è qui che vuole vivere la sua vita. Il primo scoglio è la lingua: frequenta corsi serali d'inglese per immigrati. Di giorno lavora prima in una ditta che concia le pelli di canguro per farne cuoio, poi per una ditta di indumenti fatti a maglia, e in seguito in un'officina.
Sarà proprio un brutto incidente in officina che gli farà capire cosa vuole “fare da grande”. Si fa molto male alla schiena ed è affidato alle cure di un osteopata per due settimane. Ma dopo deve curarsi da solo, e ci riesce grazie alle indicazioni dell'osteopata che gli dà un'infarinatura sul complesso mondo delle ossa. Nasce da qui una grande curiosità per lo studio delle ossa, e decide di perseguire la strada per diventare anche lui osteopata.

La più grande soddisfazione che mi dà il mio lavoro è quello di riuscire ad alleviare le sofferenze dei miei pazienti
Nel 1973 si iscrive al corso di osteopatia e nel 1979, ottenuto il diploma, viene inserito nell’albo di chiropratica e osteopatia. Nel 1982 apre il suo studio di osteopata, ma i suoi interessi si allargano a macchia d'olio e si iscrive ad un corso della durata di quattro anni di medicina tradizionale cinese e agopuntura. Ottenuto il diploma in agopuntura si iscrive ad un corso di terapia fisiologica presso la “School of chiropractic and osteopathy”.

Non soddisfatto, si iscrive ad un corso post graduate all’università di Melbourne in “Master Applied Science (Muscular management) terminato nel 1998.
Nel 2005 ottiene all’università di Sydney un Master of Herbal medicine. Ma tutto questo ancora non basta: nel 2012 segue un corso di agopuntura giapponese. Ma perché tutto questo interesse per l'osteopatia? Riuscire ad alleviare le sofferenze dei suoi pazienti è fonte di grande gratificazione per Leo che, sebbene superata la soglia dei 70 anni, continua ad esercitare la sua professione con l'entusiasmo di sempre. Entusiasmo che ha passato a sua figlia, che lavora nel campo della medicina alternativa.

Leo è molto grato a sua moglie che è stata molto paziente con lui, aiutandolo a superare tutte le avversità che hanno incontrato nel corso degli anni. Leo dice di sentirsi molto australiano, ma questo non gli impedisce di emozionarsi quando parla di musica italiana. Ricorda molte canzoni, ma quella che gli è rimasta nel cuore è "O sole mio", anche perché gli ricorda sua madre.

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