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Serie A: Juventus-Napoli 3-1. La Juve vince, ma perde il suo uomo migliore.

La Juventus scappa via, allunga a 6 punti il vantaggio sul Napoli, si ritrova con il miglior Ronaldo della stagione. Allo stesso tempo perde un pezzo forte della sua struttura: Beppe Marotta, l'ormai ex amministratore delegato e direttore generale.

Massimiliano Allegri Juventus Cristiano Ronaldo Napoli
Juventus star Cristiano Ronaldo, left, in action against Napoli Source: Getty Images

La Juventus scappa via, allunga a 6 punti il vantaggio sul Napoli, si ritrova con il miglior Ronaldo della stagione. Allo stesso tempo perde un pezzo forte della sua struttura: Beppe Marotta, l'ormai ex amministratore delegato e direttore generale.

A brevissimo il divorzio sarà ufficiale. E' stato proprio l'interessato, d'accordo con il club, a comunicare il nuovo scenario su Sky con un pizzico di commozione.

Che qualcosa stesse cambiando lo si era capito nel giorno della presentazione di CR7 quando toccò al ds Paratici, una sua creatura fin dai tempi della Samp, rappresentare la società. In quel momento si ebbe la netta sensazione che non c'era più armonia fra Marotta e Agnelli.

Ieri la confessione: "E' finita la sintonia con il presidente".

Sul tavolo i contrasti sulla composizione dello staff sanitario e soprattutto sulla bontà dell'acquisto di Ronaldo. Secondo l'ad un'operazione a rischio sul piano finanziario per l'enorme entità dell'ingaggio e il prevedibile conseguente aumento del monte stipendi. Dello stesso parere, per inciso, anche Aldo Mazzia, "chef financial and executive officier", guarda caso anch'egli in uscita.

Il profilo prudente di Marotta e Mazzia non andava a genio del presidente che invece punta forte sulla Champions League e per questo motivo non ha esitato a sopportare un investimento di 400 milioni.

La dicotomia fra i due scenari ha portato al divorzio con l'uomo che, arrivato a Torino nel giugno 2010, riportò la Juventus allo scudetto dopo 9 anni di assoluta astinenza.

Innumerevoli gli acquisti doc, la grande parte a costi irrisori: Barzagli, Pirlo, Vidal, Pogba, Tevez, Coman, Higuain, Pjanic... In queste 8 stagioni, la sua Juventus ha vinto 7 scudetti, 4 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane più due finali e due quarti di Champions League. Senza dimenticare le scelte vincenti di Conte e Allegri.

Il giorno dopo l'annuncio, Marotta ha ribadito di non essere interessato alla presidenza federale e ha comunicato che nei prossimi mesi si accaserà in un altro club. Probabilmente a Milano, aggiungiamo noi.

Nel corso della sua intervista ha ricordato Nedved, Paratici e Allegri. Mai Agnelli. E questo la dice lunga sul dissidio fra i due.

Curioso che l'addio, per niente consensuale, avvenga pochi giorni dopo la consegna del premio, in Spagna, a Marotta come "miglior dirigente europeo".

Si chiude un'epoca all'interno di un club dove la storia e il brand hanno sempre sovrastato i singoli attori. Ma la Juventus, alla ricerca di un suo improbabile clone, corre il rischio di ritrovarselo come avversario.

La squadra, intanto, continua a vincere. Allegri ha calato il "settebello" in campionato battendo con merito il Napoli che per larghi tratti ha giocato alla grande e nel finale ha pagato a caro prezzo l'espulsione di Mario Rui.

Strepitosa la prestazione di Ronaldo, protagonista di tutti e tre i gol: nel primo caso ha mandato in gol Mandzukic con un cross pennellato, nel secondo ha favorito la doppietta del croato colpendo un palo, nel terzo ha deviato di testa il pallone a Bonucci.

Mai aveva giocato così bene in bianconero. E ora la Juventus è attesa alla seconda sfida di Champions League con gli svizzeri dello Young Boys (domani alle 18,55 nella tana dell'Allianz Stadium) che non dovrebbero impensierire i bianconeri, privi di CR7 per l'incredibile espulsione subita in Spagna. Dietro l'angolo, l'ipoteca agli ottavi.

Di ben altro spessore l'impegno del Napoli, penalizzato dal pari sul campo della Stella Rossa. Gli uomini di Ancelotti, usciti con la testa alta da Torino, se la vedranno al San Paolo (mercoledì alle 21) con il Liverpool, capolista della Premier League. Il tecnico dei partenopei s'è rivisto le ultime due partite dei prossimi avversari, entrambe giocate con il Chelsea del predecessore Sarri: la prima persa in coppa, la seconda pareggiata all'ultimo minuto. Il Liverpool è una corazzata, ma qualche siluro può incassarlo.

La Roma, rinfrancata dal successo nel derby, ha la grande possibilità di vendicare la sconfitta di Madrid con i cechi del Plzen all'Olimpico. Appuntamento domani alle 21.

L'Inter, al terzo successo consecutivo in campionato, ha l'obbligo di inseguire il successo sul campo del Psv Eindhoven (mercoledì, ore 21) per sfruttare al meglio il big-match fra Tottenham e Barcellona.

Tosto anche il calendario di Milan e Lazio nel giovedì di Europa League: per i rossoneri (alle 18,55) c'è l'Olympiacos al Meazza, per i biancocelesti la trasferta (ore 21) a Francoforte con l'Eintracht.

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By Filippo Grassia, Stefano Grassia



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