Alla settima spunta il big-match (domenica 30 alle 2 am AEST) che può mandare la Juventus in orbita o permettere al Napoli di agganciare la vetta o, ancora, in caso di pareggio, lasciare le cose allo stato attuale.
Nell'ultimo incrocio, disputato all'Allianz Stadium, i partenopei s'imposero nel finale con un gol di Koulibaly salvo poi rientrare nei ranghi a Firenze. Uno spreco. In precedenza gli uomini di Sarri tornarono con le pive nel sacco dalla gita a Torino dopo aver perso l'occasione di ipotecare lo scudetto.
Il pronostico guarda ai campioni d'Italia, vittoriosi nel turno infrasettimanale con il Bologna, sempre a punteggio pieno. Ma hanno avuto in sorte avversari di medio-basso livello ad eccezione della Lazio. Per il resto le ultime tre in classifica (Chievo, Frosinone, Bologna) oltre a Parma e Sassuolo.
A Valencia, in Champions League, l'unica rappresentazione d'una certa difficoltà per via dell'espulsione di Ronaldo (solo uno stop, giusto) più che per il valore degli iberici. A dirla con Capello: "Un campionato poco allenante per chi partecipa alla massima coppa europea". Vale per entrambe le nostre due migliori squadre.
Se il Napoli di Sarri era monocorde nella formazione e nel modulo, questo di Ancelotti è camaleontico: 21 giocatori schierati, compresi quelli che in passato ammuffivano in panchina o in tribuna, alcuni dei quali in ruoli desueti.
Il caso più eclatante riguarda Insigne, non più confinato a sinistra, ma schierato più centralmente, seconda punta o addirittura centravanti, con 5 gol all'attivo. Don Carletto non piange mai.
Uscito Jorginho, ha provato prima Hamsik, poi Allan e Diawara come playmaker. Visti i modesti risultati, ha cancellato il 4-3-3 caro al predecessore per tornare a un moderno 4-4-2 con due centrocampisti centrali e due esterni che sanno offendere ma anche ripiegare in fase di non possesso.
In difesa poi ha lanciato Luperto. Sul campo del Torino, una settimana fa, s'è avuta una interpretazione magistrale del nuovo Napoli. E ora l'assalto alla diligenza bianconera. Intanto De Laurentiis porta alle stelle il tecnico ("Vedete, avevo ragione io quando dicevo, la rosa è forte, basta utilizzarla") che ha quasi raddoppiato il valore patrimoniale dei suoi giocatori.
Sotto questo aspetto anche la Juventus, da quando c'è Allegri, non è mai uguale a se stessa con buona pace di chi deve affrontarla:
inutile elencare i moduli usati dal coach labronico in questo avvio di stagioni, ci sono tutti.
E' uscito dalla banalità anche Dybala, autore d'un bellissimo gol al Bologna in semirovesciata. E Matuidi, obbedendo agli inviti del tecnico, ha firmato un assist e una rete.
Non è ancora la migliore Signora. Lo sarà quando l'argentino si esprimerà al meglio e Ronaldo non si farà prendere dall'ansia di segnare a ogni costo.
In attesa di lor signori, Bernardeschi è diventato una certezza per la continuità del rendimento, l'intelligenza delle giocate e la capacità di accendere la luce in ogni zona del campo: calciatore universale.
Ne prenda spunto Mancini che deve solo trovare la maniera migliore per "sfruttare" i nostri migliori talenti: Bernardeschi appunto, Insigne riverniciato da Ancelotti e l'indomabile Chiesa.
Come finirà? Sarebbe ingeneroso far rientrare questa partita in un mero duello fra Ronaldo e Insigne. Ci può stare, certo. Ma di stelle ce ne sono altre.
Attenzione poi al pressing sui primi portatori di palla e alle ripartenze. Non sarà una sfida banale.
