Per quanto possa apparire paradossale, la Juventus ha un solo problema: Cristiano Ronaldo. Ma il calcio non c'entra. Anzi. Se la squadra bianconera viaggia a tavoletta (10 vittorie in altrettanti incontri con 21 gol e 9 marcatori) mentre il Real Madrid è in caduta libera (3 sconfitte di cui una in Champions League), il motivo è legato proprio al cambio di maglia di CR7 che segna e fa segnare.
Il dna del solista non lo porta a dimenticare gli interessi di squadra: un campione. Ma c'è anche un Ronaldo costretto a giocare un altro tipo di partita fra avvocati e tribunali per via di un incontro ravvicinato, verificatosi nel 2009 in un hotel di Las Vegas, con la modella Kathryn Mayorga, oggi 34enne, che lo accusa di stupro.
Il magazine tedesco Der Spiegel, da tempo al lavoro su questo caso, ha pubblicato l'accordo fra le due parti in base al quale la ragazza avrebbe dovuto mantenere il silenzio in cambio di 375mila dollari americani.
A sua volta CR7, oltre a versare la somma pattuita, si rese disponibile a consegnare i risultati di un test Hiv. Una brutta storia. Se Ronaldo ha sbagliato, deve pagare. Per questa faccenda, le azioni del club bianconero hanno perso oltre 140 milioni in borsa.
Sul campo le cose vanno invece benissimo alla Juventus, a punteggio pieno in Champions League come in Serie A.
In attesa di affrontare il Manchester United il 23 ottobre in trasferta e il 7 novembre in casa, la squadra di Allegri rischia (si fa per dire) di passeggiare in campionato dopo la pausa azzurra grazie a un calendario agevole che propone solo un ostacolo importante (il Milan al Meazza) nei prossimi cinque turni.
Per il resto avversari abbordabili: Genoa, Empoli, Cagliari, Spal. E poco importa se dentro o fuori. Poi arriverà il ciclo più duro con Fiorentina, Inter, Torino e Roma.
Nell'ultimo week-end la Juventus ha vinto a Udine con una dimostrazione di forza sconosciuta alla Roma che invece s'è affermata a Empoli con molta, troppa fatica.
La forma è identica nel risultato, ma la sostanza è completamente diversa: da una parte il portiere Scuffet ha evitato la goleada con almeno tre portentosi interventi, dall'altra Caputo ha sbagliato un rigore e altre due clamorose palle-gol. Di Francesco, dopo la manita europea al Plzen, ha ammesso che sì, la sua squadra, ha subito troppi rischi: "Non è da grande squadra", ha aggiunto.
