
Ascoltiamo la sua storia
“In collegio ho imparato l’ordine, con un “programma” che seguo ancora oggi a 101 anni”
Egone giunge in Australia nel 1955, a 39 anni, con la moglie Dea e la figlia Liana. Lavora per qualche anno a Melbourne in una fabbrica di cioccolata per poi trasferirsi a Sydney, dove lavora alla Nestlè. Al ritorno da un suo viaggio a Trieste, sull’aereo conosce un imprenditore italiano (il padre di Lorenzo Fazzini, ora presidente del Coasit). Ricorda ancora il piccolo Lorenzo che girava per gli uffici della ditta del padre. Dopo qualche tempo, riceve un'offerta di lavoro da un altro italiano per il quale lavora per 20 anni. Una volta andato in pensione si dedica alla produzione di video e foto sui “flash drive” dove pubblica moltissime foto di Trieste. Un video al quale è particolarmente legato s'intitola “Bellezze e stranezze del pianeta”. Oggi a 101 anni usa ancora il computer, anche se con meno frequenza di quando era un pò più giovane.

Della sua gioventù ricorda che la famiglia veniva prima di ogni cosa.
Egone Canevari comincia il suo viaggio a ritroso nel tempo e ritorna ai suoi 9 anni quando viene messo in collegio perchè la madre lavora e non ha tempo per accudirlo. In collegio vi rimane quattro anni, durante i quali impara l'ordine: rifarsi il letto e pulire, scopare e prendersi cura di altre piccole faccende richieste in collegio. Un programma, come lo chiama lui, che parzialmente segue ancora oggi, a 101 anni. Del periodo del collegio ha vaghi ricordi, solo i nomi di alcuni compagni. Alcuni anni fa si ammala di pleurite ma si riprende in fretta grazie ad un bravo medico che, come egli stesso dice “con tre pillolette al giorno lo sta sistemando”. A causa della malattia, trascorre un breve periodo in una casa di riposo che definisce “un periodo magnifico”. Vi impara infatti a cantare, una cosa che non aveva mai fatto prima. Oggi quando cammina per strada canticchia e la gente lo guarda forse perchè... canta a volce alta. "A 100 anni succede anche questo, che s’impara a cantare".

“Dei dieci mesi in guerra in Albania ricordo la pelle di pecora che mettevo sulla schiena per ripararmi dal freddo e dall’umidità”
Della gioventù ricorda che a scuola era un ripetente fisso. Alla domanda del perchè, risponde: “l’insegnamento non è da tutti e c’è qualcuno che le cose le sa ma non sa insegnarle”. I genitori sono troppo poco severi, solo la mamma lo incoraggia a studiare, ma invano. Nel 1936 fa il militare a Lucca come allievo ufficiale, ma anche lì viene bocciato. Nel 1937, durante la guerra, è mandato in Albania e in Grecia, un periodo di cui l’unico ricordo è una pelle di pecora che mette sulla schiena per ripararsi dal freddo e dall’umidità. Tornato a Trieste dall’Albania, trova lavoro a Monfalcone presso l’ispettorato per l’agricoltura. Dice di essere stato un giovane a cui non è mancato niente ma che in quel periodo c’era gente che viveva una vita veramente difficile.

“I primi anni in Australia sono stati difficili perchè non parlavo l’inglese”
Alcuni amici suggeriscono ad Egone di fare richiesta di lavoro a Santo Domingo ma non ci riesce. Amante delle Americhe, si rivolge al consolato della Colombia per una richiesta di lavoro ed è accettato. In Colombia lavora in grandi alberghi e vi rimane 5 anni, durante i quali camabia 5 città. Dopo il Sudamerica torna a Trieste. Il suo sogno, rimasto nel cassetto, è di andare negli Stati Uniti. Nel 1955 decide di venire in Australia. Il viaggio sulla nave “Aurelia” è un' esperienza di grande disagio. Appena sbarca a Melbourne prova il forte desiderio di ripartire subito per l’Italia. I primi anni sono difficili in quanto non parla l’inglese. Lavora e risparmia, pensando sempre alla pensione italiana che, dice, sarebbe stata un’entrata fissa su cui contare nella vecchiaia. Essendo triestino, è per 31 anni coinvolto con l’Associazione dei Giuliani nel Mondo, per la quale è prima segretario, poi tesoriere ed infine direttore della pubblicazione mensile dell’associazione. Ora, data l’età, non è più tanto coinvolto anche se cerca di partecipare a molte delle attività organizzate dall’associazione. Parla dell'importante ruolo esercitato dall'associazione e dell'aiuto dato a molti giovani triestini emigrati i quali non si sono sentiti isolati in una terra dove non si parla l’italiano.

“Sono contento di essere in Australia perchè lo considero ancora un paese democratico”
Egone dice di essere rimasto cittadino italiano per molti motivi, tra cui la pensione che riceve mensilmente dall’Italia. Nella vita rifarebbe tutto quello che ha fatto: riconosce di aver fatto degli errori ma non molto...gravi. Il segreto di essere arrivato a 101? Non ha mai mangiato nè bevuto troppo. Tutto qui! Ma riconosce di essere anche particolarmente fortunato di poter godere di una buona salute. La moglie Dea è deceduta qualche anno fa e vive con l’unica figlia, Liana. Tra le canzoni triestine ricorda in particolar modo “el tran de Opcina” che canta spesso.

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