
Ascoltiamo la seconda parte della sua storia.

“Il 29 aprile del 1968 ho vinto il titolo italiano con la numero uno di ping pong”
Armida in Italia comincia a vincere premi e si qualifica nella nazionale italiana di ping pong. Nel 1968 vince la sua prima medaglia. Non immagina che quella sarebbe stata la prima di una lunga serie di medaglie e coppe vinte in giro per il mondo: in Australia, Nuova Zelanda, Norvegia, Canada, Giappone, Cina e Mongolia. Sorride divertita quando dice che ancora oggi, alla splendida età di 83 anni, lavora ancora part time e continua a praticare il suo sport preferito, che secondo lei, è di grande aiuto alle ossa e agli occhi. Fa ginnastica e dancing. Ma il suo interesse principale è la lettura di libri che ordina dall’Italia. È molto in linea con i tempi: in treno legge dal tablet.

“I miei amici in Italia sono molto più ricchi di me, ma vivono male”
Colpita dalla bellezza di questo continente, dal clima e soprattutto dalle opportunità di lavoro, si comincia a formare in Armida quel tarlo comune a tutti gli emigranti: andare via o rimanere in Italia? Ritorna e convince tutta la sua famiglia ad emigrare e da quel momomento la sua vita diventerà un vero ping pong, non più solo in senso sportivo: un continuo andirivieni tra Italia e Australia.
Image "Dove hai trascorso la gioventù e sei stata felice e spensierata, è sempre il Paese che ti rimane nel cuore"
Il legame di Armida con l’Egitto è ancora molto forte. Dopo tanti anni vissuti tra l’Italia e l’Australia, lei si sente ancora egiziana: Alessandria è nel suo cuore, certamente per la spensieratezza della gioventù. Dell’Italia le è rimasto il ricordo di una vita difficile e con scarse opportunità di crescita. E così Armida e suoi famigliari si trasferiscono a Sydney. Bastano 5 giorni per trovare un lavoro alla Quantas, il fratello addirittura dopo solo 2 giorni, e non solo perchè conoscevano l’inglese, ma perchè davvero l’offerta di lavoro era enorme. Contrariamente all’Italia che sta diventando sempre più destabilizzata con l’insorgere del terrorismo, che sarebbe sfociato nell’uccisione di Aldo Moro.

Un viaggio di vacanza in Australia trasformerà la vita della famiglia Croccolo.
Qualche anno più tardi la famiglia Croccolo ritorna in Italia, la moglie di suo fratello proprio non riusciva proprio ad amare l’Australia. Il papà muore dopo un pò per un infarto. Armida si sposa e lavora come segretaria del direttore della Cassa del Mezzogiorno, ma l’Italia comincia a starle molto stretta. Dopo l’uccisione di Moro, la situazione diventa insostenibile, sempre con il rischio di attentati nei posti più impensati. Dispongono ancora del visto e l’Australia li vede ritornare questa volta con l’intenzione di mettere finalmente radici.

Suo figlio Ian ha 4 anni, e a scuola trova difficile l’inserimento per via della “lingua strana” che non capisce. Il figlio oggi è laureato, ha famiglia e figli. Sono integrati, anche se il figlio ha l’Italia sotto la pelle e i nipotini completamente australiani, sebbene abbiano una predilezione per il cibo italiano.
Galleria fotografica
Potrebbero interessarti anche:
