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Uefa Nations League: Polonia-Italia 0-1. Un solo gol, ma tanto dominio, gioco e spettacolo

S'è vinto a fil di sirena, ma con pieno merito, dopo aver dominato la partita, colpito due traverse e mancato altre 4-5 occasioni da gol. Non a caso Szczesny, il portiere juventino della Polonia, è risultato il migliore dei suoi.

Cristiano Biraghi (ITA), goal, celebration
Source: AAP Image/Tomasz Jastrzebowski / Foto Olimpik

L'Italia c'è, e non solo per il successo arrivato in pieno recupero con una zampata di Biraghi su angolo deviato di testa da Lasagna, subentrato da pochissimo a Bernardeschi.

S'è vinto a fil di sirena, ma con pieno merito, dopo aver dominato la partita, colpito due traverse e mancato altre 4-5 occasioni da gol. Non a caso Szczesny, il portiere juventino della Polonia, è risultato il migliore dei suoi.

Con questo successo, il primo in una partita ufficiale a distanza di un anno, la nostra nazionale ha evitato la retrocessione nella serie B della Nations League e soprattutto ha dato uno squillo che vale tantissimo in autostima. Era dai tempi di Conte che l'Italia non giocava così bene.

Come cambia il destino nello spazio d'un attimo. Al 91' eravamo retrocessi nel secondo gruppo di questa competizione.

A distanza di 15 secondi abbiamo rialzato la testa e addirittura, battendo il Portogallo nel prossimo impegno, possiamo coltivare la speranziella di finire al primo posto. Sarebbe un miracolo, e non sempre ci possiamo aggrappare al fato benigno.

Mancini ha riproposto la formazione che in settimana aveva pareggiato con l'Ucraina a Marassi dopo aver offerto un buon calcio per un'ora: un passo avanti rispetto al turn-over, ossessivo e inutile, di fresca memoria. E la scelta è stata premiante per la magnifica prestazioni dei suoi uomini che hanno peccato solo, si fa per dire, in fase di conclusione.

Ma non è colpa del ct se manca un centravanti vero, affidabile, di quelli che sfruttano ogni occasione con cinismo. Si va avanti alla media di un gol partita e una montagna di sofferenza.

La maledizione del gol s'è materializzata pesantemente nello stadio di Chorzow dove l'Italia ha dominato la partita per tutto il primo tempo con un gioco di prim'ordine, sfiorato il gol in almeno cinque occasioni, ma non è riuscita a segnare.

Gli dei ci sono stati contrari sulle conclusioni di Jorginho e Insigne che si sono infrante sulla traversa con uno stridore sinistro. Poi il portiere della Juventus Szczesny ha fatto gli straordinari con tre paratone per respingere prima un altro tiro di Jorginho, poi il colpo di testa di Chiellini, infine il diagonale di Florenzi.

Al riposo gli azzurri sono rientrati nello spogliatoio scuotendo il capo, ma con la consapevolezza di aver offerto una prestazione superlativa, la migliore dal tempo di Conte. Lo racconta il possesso palla, superiore al 68%, che alla fine sfiorerà il 70%.

Per non parlare dei tanti tiri a rete: 6 al 45', 12 a fine gara. E mai i polacchi pericolosi nonostante la contemporanea presenza di Lewandowski (al solito deludente in nazionale), Milik (impreciso sotto rete) e Zielinski (copia carbone di quello ammirato nel Napoli). E' rimasto in panchina invece Piatek, il centravanti del Genoa, capocannoniere a sorpresa della Serie A. Quanta abbondanza rispetto alle penurie nostrane: Belotti e Balotelli neanche convocati, Zaza infortunato, Immobile mai convincente in nazionale, Lasagna mandato fortunatamente allo sbaraglio nel finale.

Nell'intervallo il ct polacco Brzęczek, per rimediare alla costante inferiorità numerica in mezzo al campo, ha inserito Blaszczykowski e Grosicki al posto di Linetty e Szymanski passando dal 4-3-1-2 al 4-4-2 di sacchiana memoria. Ne è scaturita una situazione più equilibrata.

E proprio Grosicki ha portato i primi pericoli alla porta di Donnarumma che ha salvato la nostra porta con due interventi favolosi. Mamma mia, che rischi. Fra i due episodi l'Italia ha segnato con Chiesa, ma a gioco fermo per il precedente fuorigioco di Insigne, autore d'un assist tanto prezioso quanto inutile.

Poi Bernardeschi ha mancato una palla-gol di testa prima di venire sostituito da Lasagna, il coniglio uscito a sorpresa dal cilindro di Mancini. Formidabile il suo avvitamento di testa per indirizzare l'angolo di Insigne sul palo lontano dove Biraghi non ha sbagliato il colpo vincente.

Dalla Polonia torniamo con la consapevolezza di aver nuovamente una nazionale. In futuro potrebbe esserci qualche modifica. Magari arretrando Bernardeschi per far posto al centravanti che verrà.

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By Filippo Grassia, Stefano Grassia



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