Una vita per la musica, la poesia e l'arte

Dall'infanzia a Salina e Stromboli al trasferimento in Australia a soli quattordici anni, a bordo della nave Oceania: la storia di Marcello D'Amico.

Marcello D'Amico

Marcello a Ginostra nel 1943 con mamma Annamaria, papà Vincenzo e l'amica australiana Kathy Favaloro Source: Courtesy of Marcello D'Amico

Marcello D’Amico, ultimo di 5 figli, nasce a Malfa, nell'isola di Salina, nel 1941. Vive nell’isola di Stromboli, nella contrada Ginostra, piccolo centro con 65 abitanti. Nel 1955, a soli 14 anni, s'imbarca sulla nave Oceania, alla volta dell'Australia, dove, risiedono due fratelli maggiori e una sorella. Porta con sé sette bagagli, i suoi libri, la sua chitarra, il suo mandolino e altri piccoli strumenti musicali: la sua profonda passione per la lettura e per la musica non gli permettono di separsene.
“A 14 anni sono partito da solo per l’Australia con sette bagagli, il mandolino e la chitarra”
Marcello D'Amico
Marcello D'Amico - La copertina del suo libro Source: Courtesy of Marcello D'Amico
Ascoltiamo la prima parte della sua storia

“Mia madre non vuole darmi il permesso per venire in Australia e per sfogarmi scrivo nel mio diario l'internzione di volermi suicidare”
Il giovane Marcello, scrive sul suo diario la volontà di togliersi la vita qualora i genitori non gli diano il consenso di emigrare a soli 14 anni, per raggiungere i suoi fratelli in Australia. Un giorno scappa di casa con alcuni amici e rientra dopo diverse ore, gettando nella disperazione la famiglia che, avendo letto la nota scritta nel diario del figlio, pensa al peggio. La madre è talmente sconvolta che decide di dargli il sospirato permesso. Marcello realizza finalmente il suo sogno e nel 1955 s’imbarca sulla nave Oceania alla volta dell’Australia. Durante la traversata Marcello, che parla un pò d’inglese, si prodiga a fare da  interprete ad alcuni passeggeri. Conosce un pò d’inglese, grazie agli insegnamenti del fratello sacerdote Vincenzo, che lo segue negli studi e grazie al quale impara anche il francese, il latino e l’ebraico antico.
Marcello D'Amico
Marcello e Pauline - 6 febbraio 1971 con mamma Annamaria e papà Vincenzo Source: Courtesy of Marcello D'Amico
“La mia passione per la pittura risale a quando avevo 5 o 6 anni e per la musica a quando ne avevo 7”
A Ginostra non ci sono divertimenti per i giovani. La sua passione per la musica risale a quando, a soli 7 anni, decide d’imparare a suonare il mandolino, per poi passare alla chitarra e persino, di nascosto, all'organo della chiesa. È talmente bravo che, a pagamento, lo richiedono anche nelle altre isole. Sul traghetto, durante il tragitto tra un’isola e l’altra disegna e fa ritratti ai turisti.
“Ho visto per la prima volta mio padre all’età di sei anni quando cominciavo a dubitare della sua esistenza”
Ripercorrendo il suo passato, Marcello ricorda di aver vissuto i primi anni della sua vita solo con la mamma e i suoi quattro fratelli. Nel periodo dal 1940 al 1946 il padre, Vincenzo Calogero, è prigioniero e la mamma è sola a prendersi cura di tutta la famiglia. Vede per la prima volta il padre all’età di sei anni, quando ormai quasi comincia a dubitare della sua esistenza. La felicità è immensa. Per i primi tre mesi dal ritorno di suo padre dalla guerra, Marcello gli sarà accanto come un’ombra, per aiutarlo a re-inserirsi in una vita normale. "Mia madre era molto severa e... non a torto", dice Marcello. Avendo dovuto assumere la doppia responsabilità di padre e di madre, mamma Annamaria richiede ai figli aiuto nei lavori domestici. Lavare il pavimento è un lavoro quotidiano e deve essere ben fatto. Se anche una sola mattonella non è ben pulita, per punizione, sono costretti a rilavarle tutte.
Marcello D'Amico
Marcello e Pauline D'Amico in concerto allo Hyatt Hotel di Melbourne Source: Courtesy of Marcello D'Amico
“Sono molto contento di aver vissuto in quel periodo”
Nelle Isole Eolie si viveva allora una vita non paragonabile a quella di oggi: la famiglia era al centro di tutto. Arrivato da un paese tranquillo, i rumori del traffico di Melbourne non lo fanno dormire di notte. Ma col tempo Marcello ci si abitua. A Melbourne ci sono tanti eoliani che abitano a St Kilda. Tutti i fine settimana si riuniscono ed è come una continuazione della vita nell’isola di Stromboli. Negli anni '50 per gli emigrati la vita è dura in quanto gli italiani sono ancora considerati dei nemici. E nemmeno a scuola è facile. Marcello deve sopportare le angherie di qualche compagno. Un giorno, stanco di soccombere, sferra un cazzotto a un ragazzo molto più alto di lui, temendo di avere la peggio. Il cazzotto dato ha invece l’effetto contrario: i due non solo diventano amici, ma il ragazzo colpito dal cazzotto diventa anche il protettore di Marcello.
Marcello D'Amico
Marcello e Pauline sposi nel 1971. Padre Celebrante Don Vincenzo, fratello di Marcello Source: Courtesy of Marcello D'Amico
“Il nonno di mia moglie Pauline è emigrato in Australia nel 1895”
Marcello incontra Pauline, nata a Melbourne da genitori italiani. Si vedono ai balli dell’associazione eoliana, diventano amici e tra loro scatta subito una certa intesa, anche senza parlare. Si sposano il 6 febbraio del 1971 e dal loro matrimonio nascono due figli, John-Paul e MaryAnne che daranno loro due bei nipoti. 

Marcello D'Amico
Marcello in Canada, ad Ottawa, con un'allieva dell'Istituto d'Arte Source: Courtesy of Marcello D'Amico




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By Luisa Perugini



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