Voglio andare a vivere in Australia - Il modulo 'acchiappa furbetti'

È cambiato il modulo online per chi richiede il visto studio, e le informazioni richieste sono più dettagliate, per garantire la genuinità della richiesta di venire a studiare down under.

#vavia

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Dal primo 1 luglio scorso, come ricordato più volte, sono entrati in vigore i cambiamenti al visto studio. I primi effetti si sono fatti sentire, con il cambiamento del modulo online che si deve compilare per richiedere il visto. Il cambiamento non è solo burocratico ma mira anche a individuare chi intende usarlo come escamotage per tentare di rimanere in Australia, come ci ha spiegato l'agente di immigrazione Emanuela Canini.

In effetti questo nuovo modulo non è solo un raccoglitore di informazioni ma un vero e proprio “scova furbetti”. Se ne sono accorti gli stessi studenti che cercando di compilarlo da soli si sono resi conto che non è più semplice come prima. Oltre ai dati personali e al corso che si va a frequentare, informazioni già richieste nel vecchio modulo, bisogna indicare:

tutto il percorso di istruzione e formazione compiuto finora, quindi scuole secondarie e terziarie; tutte le esperienza lavorative fatte dalla fine della scuola secondaria in poi; tutti i viaggi degli ultimi 10 anni, incluse le brevi vacanze, anche in Europa; di quanti soldi si dispone e in quale banca; i nomi di tutti i familiari, inclusi genitori, fratelli e sorelle; ed infine le motivazioni per cui si intraprende questo percorso di studio in Australia, e gli incentivi a tornare nel proprio Paese. 

L'obiettivo quindi è quello di controllare in modo più rigoroso la veridicità della richieste di visto studentesco. Il cambiamento è motivo d'allarme per gli italiani?

Certo ora è difficile nascondere il fatto di iscriversi a un corso generico per entrare nel paese per poi trovare vie per rimanere in Australia. Potrebbe essere messa in questione la decisione di un biologo che si iscrive ad un corso di cucina, o il caso di una persona che ha vissuto parecchio tempo in un Paese anglosassone e si viene ad iscrivere ad un corso di inglese, oppure quello di una persona che appare disoccupata da mesi, e così via. È quindi possibile che il rischio di rifuto delle richieste sia destinato ad aumentare, anche se la scuola a cui ci si iscrive non è considerata a rischio (la classifica delle scuole più o meno a rischio viene fatta in base al numero dei visti rifiutati o cancellati), e anche se l’Italia non viene considerata un Paese a rischio dalle autorità australiane.

Bisogna sempre salvarsi una copia del modulo quando si richiede un visto, e nessuno lo fa mai.

Il modulo è un vero e proprio documento ufficiale, quindi è essenziale fornire informazioni non generiche e approssimative: bisogna essere precisi e se non si ricorda qualche dato occorre farlo presente. E soprattutto bisogna ricordarsi poi quello che si dice per essere coerenti qualora si richieda un nuovo visto; a questo proposito è consigliabile salvare una copia del modulo inviato all’immigrazione.


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Published

By Sonia Buglione



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