Entrambi romani, entrambi sulla trentina ed entrambi down under da un anno e mezzo, Nicholas Alessio e Riccardo Santangelo vivono e lavorano - entrambi - come cuochi a Byron Bay.
Innamoratisi a prima vista della cittadina sulla costa del New South Wales, Nick e Rick hanno perso il lavoro con lo scoppio della pandemia e hanno (sì, sempre entrambi) deciso di investire il tempo a disposizione nelle farm - uno in Queensland e uno in Victoria - prima di rientrare alla base.

"Adesso girano più soldi di prima e il business sta crescendo"
Nicholas per formazione è un pastry chef. Dopo la chiusura del ristorante nel quale era impiegato, ha prima cominciato a cucinare cene per privati e poi, assieme alla sua compagna cilena, ha iniziato a vendere street food sudamericano con il marchio South American Dough.
"Valentina ed io abbiamo cominciato a fare i mercatini perché non sapevamo quale sarebbe stato l'impatto della crisi sul settore della ristorazione. Ma adesso che molte persone si sono trasferite qui da Sydney e che girano più soldi di prima, il business sta piano piano crescendo” racconta Nicholas a SBS Italian.

"Per filosofia, cultura e interesse della gente, a Byron Bay si può fare cucina casereccia"
La storia di Nicholas Alessio corre parallelamente a quella di Riccardo Santangelo. Anche lui spinto a lasciare Byron Bay dalla crisi e anche lui finito per tre mesi in farm con l'obiettivo di prolungare la sua permanenza in Australia.
E anche lui con una compagna sudamericana, assieme alla quale - una volta rientrato a Byron Bay - ha deciso di imbarcarsi in un'avventura imprenditoriale.
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"Katy ed io abbiamo preso in gestione una cafeteria trasformandola in un ristorante vegano che propone piatti italiani e cileni rivisti e rivisitati", racconta Riccardo a SBS Italian.
"Byron Bay è un centro hippie molto importante, con una certa filosofia e un certo stile di vita. Qui non esistono fast food, la gente è molto sensibile ai temi della sostenibilità ed è attenta alla provenienza e alla qualità di quel che mangia. Preferisce cibo biologico e sano. Insomma, qui si può fare cucina casereccia".

"Anche nei momenti bui bisogna rischiare. L'Australia ce lo ha permesso"
Nicholas e Riccardo sono accumunati anche dalla scelta di slegarsi dalla cucina tradizionale italiana e dalla decisione di aprire un'attività nel bel mezzo della crisi da coronavirus.
"Investire tutti i nostri risparmi nel business privato e nella caffetteria è stata in parte una scelta obbligata, dettata dalla mancanza di alternative, in parte una mossa agevolata dalla mentalità degli australiani e dalla situazione sanitaria". Oltre che dalla congiuntura economica.
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"Abbiamo portato la focaccia a Sydney"
"Qui la gente continua a spendere denaro e questo ci consente di continuare a vivere il sogno australiano", spiega Riccardo.
"Il COVID mi ha dato il tempo di riflettere, di chiarirmi le idee e poi di concentrarmi sulla mia attività. Grazie a Dio abbiamo avuto la fortuna di vivere la pandemia in un Paese che ci ha spinto a rischiare. L'Australia ti spinge a provare quello che non hai mai provato prima" conclude Nicholas.

Riascolta qui l'intervista a Nicholas Alessio e Riccardo Santangelo:
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