G'day, how's it hanging? Sono frasi di questo tipo che appena arrivati in Australia ci fanno sentire il Nino Culotta di turno, ovvero il protagonista del romanzo di John O' Grady, un italiano appena sbarcato down under alle prese con l'inglese a tratti incomprensibile dei locali. Fu Walter Chiari a prestare il volto a Culotta, nel film che condivide lo stesso titolo del libro da cui è stato tratto, They're a Weird Mob.
Culotta sbarca in Australia pensando di sapere già l'inglese, ma in varie situazioni tragicomiche realizza che le espressioni idiomatiche australiane sono tutt'un altro paio di maniche, e per integrarsi piano piano comincia a farle sue. Diciamo la verità: quando siamo giunti in Australia, non molti di noi hanno pensato di dover lavare i panni nel fiume Yarra o nella baia di Sydney, e invece eccoci qui a dire 'no worries mate', 'bloody bludger', 'see you this arvo' o 'fair dinkum'.
L'inglese australiano è nato subito dopo l'arrivo dei primi coloni e dei primi galeotti alla fine del '700 e, secondo gli studiosi, già la seconda generazione di australiani di origine europea, ovvero i figli dei primi immigrati, aveva sviluppato l'accento che ancora si usa oggi. Un misto di londinese e irlandese, i luoghi da cui proveniva la maggioranza dei nuovi australiani. Nei due secoli successivi sono giunte le influenze delle lingue indigene, con parole come corroboree, billabong, didgeridoo, eccetera e poi quelle degli immigrati, in prima linea quelli europei.
Voi utilizzate le espressioni australiane, vi fa sentire - diciamo così - più integrati condire le vostre frasi con un 'no worries', oppure, se avete studiato o imparato l'ingese prima di venire in Australia, parole come brekkie, smoko, dunny, stubby o tinnie vi fanno venire il mal di testa?
Mettetevi alla prova!

Quiz: English down under - livello avanzato
Quest'anno la National Languages Competition è aperta anche a coloro che stanno imparando l'inglese. Per saperne di più e scoprire come partecipare, visita il sito.




