Ai giorni nostri, niente come l'opera ci presenta con maggiore impatto i momenti più bui e crudeli del genere umano.
Così fa Il Trovatore di Giuseppe Verdi, tratto dal romanzo El trovador di Antonio García Gutiérrez, riportandoci all'Inquisizione spagnola del quindicesimo secolo, quando la chiesa cattolica mandava al rogo eretici, ebrei, mori, gente comune e, soprattutto, "streghe".
Nella storia di Verdi, la madre di Azucena, il personaggio chiave nella trama dell'opera, è una di loro e finisce bruciata viva. La vendetta di Azucena arriverà dopo tanti anni e sarà diabolica e spietata, colpendo alla fine tutti, vivi e morti.
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Il regista Davide Livermore ha voluto trovare un legame tra i tempi dell'Inquisizione e i giorni nostri e dalla sua immaginazione geniale nasce una versione del Trovatore che colpisce improvvisamente e violentemente sul piano emotivo lo spettatore, come accadde al teatro Apollo di Roma nel 1853 quando questa opera venne messa in scena per la prima volta con enorme successo.
Ne abbiamo parlato con il maestro Andrea Battistoni che dirige l'orchestra di Opera Australia nella produzione del Trovatore all'Opera House di Sydney.
Ascolta l'intervista:



