A 80 anni dal primo "Day of mourning"

Indigenous leaders at 1938 Day of Mourning

Indigenous leaders at 1938 Day of Mourning Source: SBS

Nel 1938 si tenne il "Day Of Mourning", una giornata in cui gli aborigeni si riunirono per manifestare il proprio malcontento su una serie di temi che riguardavano le loro comunità.


A Melbourne un corteo per contrassegnare "Invasion Day" ha attratto quest'anno una folla di circa 60mila persone, più di quelle che hanno partecipato al corteo per Australia Day, ma la capitale del Victoria è stata anche teatro di un evento in scala più ridotta, che ha commemorato una tappa improtante della lotta per i diritti degli aborigeni. Intanto per il secondo anno Fremantle, in Western Australia, ha celebrato ieri "One Day", la propria alternativa ad Australia Day, un evento che nelle intenzioni dei promotori permette a tutta la comunità di celebrare l'Australia senza divisioni.

Quell'evento viene considerato come la prima occasione in cui indigeni australiani contestarono la scelta del 26 gennaio come giorno di celebrazioni.

Per ricordare la protesta, venerdì scorso poco più di 100 persone si sono incontrate alla Yarra Council Hall di Melbourne.

È all'incirca lo stesso numero di persone che presero parte 80 anni fa al primo "Day Of Mourning" (giornata di lutto).

All'epoca, leader Aborigeni come Jack Patten, Bill Ferguson, Doug Nicholls e William Cooper arringarono le persone intervenute.
Venerdì scorso i loro discendenti hanno rimesso in scena l'evento, ripetendo i loro discorsi di protesta per la malnutrizione e la disoccupazione che affliggevano le loro comunità - e spiegando perché l'arrivo della prima flotta britannica non era per loro motivo di celebrazione.
JOHN PATTEN: "On this day the white people are rejoicing but we .. as Aborigines have no reason to rejoice on Australia's 150-th birthday."MARGARET FERGUSON: "All Aboriginal legislation today is intended to drive our people into the Aboriginal reserves where there is no future for them - nothing but disheartenment."GARY MURRAY: "After 150-years our people are still influenced and bossed by white people."KEVIN RUSSELL: "We must continue our struggle until we reach our objectives."
Kevin Russell è il pronipote del leader aborigeno William Cooper. Il 26 gennaio contrassegna per lui non solo la "giornata di lutto" ma, per ironia della sorte, il suo compleanno, un compleanno che non ha mai potuto celebrare con gioia.
"For me to be born on this day, I've never celebrated this day it's my day of mourning. For a long while I isolated on this day - when I truly understood the significance of it."
Alfred Turner è il nipote di William Cooper -- e visse con lui negli anni '30.

Sebbene sia orgoglioso di raccogliere il suo testimone, lo rattrista il pensiero che dopo 80 anni il dibattito sulla data del 26 gennaio continui.
"There's not much to get excited about because nothing, absolutely nothing has been done since those old people got together and tried to do something about it."

Lidia Thorpe è la prima donna aborigena ad essere diventata, recentemente, deputata del Parlamento statale del Victoria.

La rappresentante dei Verdi ha richiesto che la bandiera australiana venisse esposta a mezz'asta il giorno di Australia Day, ma ha dovuto far fronte ad una reazione inaspettata: minacce di morte e di stupro, che però, ha dichiarato, non la intimidiranno.
"There's been a barrage of not just death threats and rape threats, there's been all sorts of negative, disgusting comments on Facebook and Twitter. It's fired me up even more actually. I'm a little bit wary walking the streets but I'm not backing down. These people are not going to shut me down."
Tuttavia altri indigeni australiani ritengono che ci siano questoni più urgenti per la loro popolazione.

Jacinta Price, consigliera comunale ad Alice Springs, è stata sottoposta ad aspre critiche  da parte della sua stessa comunità per aver sostenuto la campagna dell'ex leader laburista Mark Latham a favore del mantenere il 26 gennaio come data per la celebrazione di Australia Day.
"People aren't celebrating the fact that Aboriginal people have suffered. We live in a peaceful democratic country - one of the world's luckiest and that is what I believe Australians are celebrating on Australia Day."

L'ex politico e ora uomo d'affari Warren Mundine (mun-DEEN) è a favore del cambiare la data, ma ritiene che lo sviluppo economico, la disoccupazione e la salute siano temi più importanti per le comunità aborigene.
"I chose the date of the first of January the anniversary of Federation when Australia was created although I don't think it's a priority and I don't campaign for it and I don't want to lose another public holiday being a good Australian."

Nel frattempo Kevin Russell continua a sperare di poter un giorno celebrare davvero il suo compleanno, e di poter realizzare il sogno di suo nonno.
"Yes - yes I believe that day is coming when this country will unite. But we can't do that as a country until that healing takes place, that acknowledgement takes place, that education happens."

Intanto per il secondo anno Fremantle, in Western Australia, ha celebrato ieri "One Day", la propria alternativa ad Australia Day, un evento che nelle intenzioni dei promotori permette a tutta la comunità di celebrare l'Australia insieme.


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