Canberra è la capitale dell’Australia, ma nel mondo non tutti lo sanno. Perché una città piccola, nuova e poco conosciuta dovrebbe ospitare le sedi del potere politico? Non sarebbe più logico utilizzare le città più importanti dal punto di vista economico e culturale, come Melbourne o Sydney?
La scelta dell’Australia di costruire una capitale ex novo non è unica al mondo.
Dorina Pojani è Senior Lecturer in Pianificazione Urbanistica all’Università del Queensland e ha da poco pubblicato il libro Trophy Cities: A Feminist Perspective on New Capitals, in cui analizza sette città nate per essere capitali, affermando che quasi tutte sono costosissimi errori.
Il libro prende in esame esempi che vanno dall'Australia, all'India, passando dal Brasile, Nigeria, Kazakistan, Myanmar e Corea del Sud.
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Il titolo strizza l'occhio all'espressione trophy wife, facendo riferimento all'approccio patriarcale che è spesso alla base di questi progetti.
"Spesso l'idea è di dominare la natura, invece di usarla come base del disegno", spiega Pojani al microfono di SBS Italian.
"Sono megaprogetti ma la verità è che non funzionano molto bene", continua, "le nuove capitali sembrano amplificare i problemi delle altre città, con spazi enormi, monumentali", spesso non a misura di persona.
Ascolta l'intervista.

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