Si è conclusa da poco la prima giornata del processo a Donald Trump, al quale l'ex-presidente ha scelto di non testimoniare.
Mentre Trump si trovava nella sua sontuosa residenza Mar-A-Lago in Florida, il processo si è ufficialmente aperto con le immagini video dell'insurrezione del 6 gennaio scorso al Campidoglio di Washington.
Silenzio e scuotimenti di testa sono stati le reazioni più visibili tra i senatori democratici ma anche repubblicani, molti dei quali erano presenti quel giorno e ben ricordano l'assalto al Campidoglio e i momenti di terrore che ne sono seguiti.
Donald Trump è ora accusato di istigazione all'insurrezione e parti del suo discorso incendiario sono viste da molti come la spinta decisiva che ha spinto i ribelli all'attacco.
La difesa sostiene invece che gli inviti di Trump alla lotta non fossero altro che figure retoriche e contestano la costituzionalità della messa sotto accusa di un presidente il cui mandato si è già concluso.
Di parere diverso su questa seconda questione il Senato, che proprio nella giornata inaugurale del processo è stato chiamato ad esprimersi sulla costituzionalità della procedura di impeachment.
Ai 50 democratici si sono aggiunti 6 senatori repubblicani nel decretare come la procedura sia accettabile dal punto di vista costituzionale, dando così il via al processo vero e proprio, che inizierà mercoledì 10 febbraio.
In evidenza
- Accusa e difesa avranno 16 ore ciascuna per presentare le proprie tesi.
- Si attende che il processo durerà per alcuni giorni, ma sarà più breve rispetto al primo impeachment di Donald Trump.
- La condanna di Trump richiede una maggioranza dei due terzi, circostanza al momento improbabile.
Il giornalista ed ex-direttore dell'ANSA Giampiero Gramaglia ricorda come al momento solo una manciata di senatori repubblicani si siano impegnati a votare a favore dell'impeachment, con la maggioranza fedele all'ex-presidente.
Nel chiedersi perché i democratici abbiano insistito su una "causa persa", Giampiero Gramaglia cita tra le risposte possibili quella di farne una questione di principio, ovvero l'impossibilità di lasciar passare comportamenti ritenuti gravi e contrari al mandato presidenziale, ma anche la possibilità di un disegno politico per portare allo scoperto le divisioni interne al partito repubblicano.
Joe Biden non vuole che le cicatrici del processo di impeachment condizionino l'inizio del suo mandato con fratture più profonde di quelle che già esistono tra democratici e repubblicani.
Non era mai accaduto prima che un Presidente degli Stati Uniti venisse portato a giudizio di fronte al Senato dopo la conclusione del suo mandato elettorale. Donald Trump è anche l'unico Presidente degli Stati Uniti ad essere sottoposto alla procedura di impeachment per la seconda volta.
Ascolta l'intervento completo del giornalista ed ex-direttore dell'ANSA Giampiero Gramaglia
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